Dimissioni dei consiglieri irrevocabili, finisce l’era Ingenito a Bordighera
A differenza di quelle presentate ieri da Ingenito, quelle dei consiglieri sono immediatamente efficaci
Bordighera. Con la firma dal notaio delle dimissioni di nove consiglieri comunali, avvenuta per sfiducia nei confronti del sindaco, finisce oggi, due anni e mezzo prima del tempo, il secondo mandato di Vittorio Ingenito.
A stabilirlo è il testo unico degli enti pubblici, al comma 8 dell’articolo 38. Le dimissioni, infatti, si legge, «Sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci».
Salta, di fatto, anche il consiglio comunale convocato alle 19,30, nel quale si sarebbero dovute discutere pratiche come il Bilancio di previsione e l’approvazione del documento unico di programmazione (Dup). Pratiche che il commissario che subentrerà al consiglio potrà decidere di approvare o rimandare alla futura amministrazione comunale, che con ogni probabilità si insedierà il prossimo maggio, quando i bordigotti saranno chiamati alle urne per eleggere sindaco e consiglieri.
A fermare i consiglieri dimissionari, ieri, ci aveva provato lo stesso sindaco che aveva anticipato tutti rassegnando le proprie dimissioni. Ma non in modo irrevocabile. In sostanza, l’ormai ex primo cittadino aveva rimesso tutto in mano ai partiti del centro destra che lo avevano sostenuto alle elezioni: se questi non avessero trovato la quadra, le dimissioni sarebbero diventate irrevocabili allo scattare del ventesimo giorno.
Tra i motivi che lo hanno spinto a dimettersi, Ingenito ha messo nero su bianco la sua preoccupazione per il futuro dell’ospedale Saint Charles di Bordighera: argomento che, nei giorni scorsi, quando l’unico problema sembrava essere il “caso gazebo” di Forza Italia, non era stato mai toccato. «Rimetto il mio mandato a disposizione di tutte le forze politiche che hanno sostenuto la mia candidatura – si legge nel documento protocollato ieri dall’ex sindaco -. Sarà l’occasione per verificare se sussistono le condizioni per la prosecuzione dell’Amministrazione sulla base del programma scelto dai Cittadini alle elezioni del 2023 e revisionato dalle problematiche emerse recentemente, quale ad esempio il timore che la funzionalità dell’Ospedale Saint Charles possa essere compromessa dalla riforma sanitaria regionale. Qualora nel termine dei 20 giorni previsti dalla legge i partiti non dovessero rinnovare la fiducia, le mie dimissioni diventeranno irrevocabili».
I nove consiglieri dimissionari non hanno lasciato scadere i venti giorni, facendo di fatto cadere un’amministrazione la cui maggioranza, da tempo, stava a stento in bilico. Una decisione, ha commentato il consigliere forzista Mauro Bozzarelli, che è «la diretta conseguenza del crescente malumore che si è venuto a creare intorno all’ex sindaco ed al suo operato», mal tollerata fino al punto di non ritorno, coincidente, secondo Bozzarelli, con il 9 dicembre scorso, quando Ingenito ha, «trasformato in pulpito dal quale lanciare strali ai propri avversari» il Consiglio comunale, «utilizzandolo in modo improprio» e dimostrando la «totale mancanza di rispetto per le Istituzioni».
«Siamo impossibilitati a mandare avanti il mandato che ci era stato conferito dai cittadini», ha aggiunto l’ex consigliera Marzia Baldassarre (Forza Italia), uscendo dalla porta del notaio Marzi in corso Italia. No comment, al momento, da parte degli altri “carbonari”: Barbara Bonavia (Lega), Massimiliano Di Vito (FdI), Massimiliano Bassi, Fulvio Debenedetti, Giuseppe Trucchi, Alessandro Albanese e Sara Piantoni.
Finisce così, per nove firme, l’era del sindaco Ingenito. Nove, come i voti di vantaggio sull’avversario Massimilano Bassi che lo avevano riconfermato sindaco (dopo il primo mandato iniziato nel 2018) nel maggio del 2023.
[In copertina, il giorno dell’insediamento dell’amministrazione comunale nel maggio 2023]









