Consiglio comunale infuocato a Bordighera, i “carbonari”: «Ecco perché siamo usciti»
Grave crisi di maggioranza a metà del secondo mandato del sindaco Ingenito
Bordighera. «Non c’erano le condizioni di votare in serenità pratiche importanti come Dup (documento unico di programmazione) e variazioni di Bilancio». A dichiararlo, a caldo, è il consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Di Vito, che ha lasciato il consiglio comunale, abbandonando l’aula, dopo un’interruzione di oltre mezz’ora chiesta dal sindaco Vittorio Ingenito per un confronto faccia a faccia con l’assessore Marzia Baldassarre (Forza Italia), in merito al “caso” del gazebo degli azzurri che, secondo quanto dichiarato dal sindaco, sarebbe stato montato dagli operai del Comune su ordine proprio dell’assessore Baldassarre.
Un’accusa che l’assessore ha respinto con forza, ribadendo che il gazebo, come dichiarato dal vice coordinatore cittadino Marco Zagni, è stato allestito da appartenenti di Forza Italia.
«Ho preso la decisione di uscire – ha detto il consigliere comunale Alessandro Albanese (Gruppo misto). Non capisco come si sarebbe potuto votare in serenità un programma economico per la città in queste condizioni di tensione e malessere. Credo che ci sia stata una grave mancanza di rispetto nei confronti della città».
Dello stesso parere il consigliere Mauro Bozzarelli (Forza Italia): «Trovo vergognoso il mancato rispetto delle istituzioni da parte del sindaco, che ancora una volta ha dimostrato tutta la sua arroganza – ha detto Bozzarelli -. Il sindaco ha usato la ribalta del Consiglio per consumare le sue vendette, visto che l’astio nei confronti di Zagni va indietro nel tempo».
A inizio dell’assise, infatti, Ingenito ha preso la parola per annunciare di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti di Zagni, accusandolo di dichiarazioni mendaci.
Anche il consigliere di maggioranza in quota Lega, Barbara Bonavia, ha lasciato il parlamentino: «Sono destabilizzata da quanto accaduto – ha detto, specificando di parlare a nome personale e non della Lega -. Non credo sia questo il clima per poter affrontare discussioni e votazioni per pratiche importanti per la città».
Dello stesso pensiero anche i consiglieri di minoranza Massimiliano Bassi, Fulvio Debenedetti e Giuseppe Trucchi, che hanno lasciato l’aula.





