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Caso gazebo Forza Italia, il sindaco si appella ai partiti: «Attendo le loro valutazioni»

Ingenito: «Se non ci sarà pieno riconoscimento della gravità dei fatti, mi dimetterò»

Bordighera. «Quanto accaduto a Bordighera non deve essere valutato solo dalle segreterie provinciali dei partiti. Mi rivolgo a Tajani, Meloni e Salvini. I partiti dovranno fare una valutazione su questi elementi che ritengo di assoluta gravità. Io porterò avanti l’amministrazione solo se ci sarà il supporto dei partiti che costituiscono la maggioranza. E questo avverrà solo se ci sarà il pieno riconoscimento di quanto affermato oggi».

A dichiararlo è il sindaco di Bordighera Vittorio Ingenito che stamani ha convocato una conferenza stampa per illustrare quanto accaduto nei giorni scorsi e quali saranno le conseguenze per il futuro dell’amministrazione comunale.

Prima di parlare degli scenari politici e amministrativi, il primo cittadino ha voluto ricostruire, punto per punto, quanto sarebbe accaduto il 25 ottobre scorso. Per farlo si è avvalso di «una serie di documenti che mi consentiranno, in pochi minuti, di ricostruire una situazione che giustifica in modo chiaro e cristallino la scelta di revocare le deleghe alla Baldassarre».

A metà di novembre, Ingenito scrive al segretario generale chiedendo di avere conferma dell’ordine di montare il gazebo di Forza Italia che il caposquadra del servizio manutenzione di Bordighera avrebbe ricevuto dall’ex assessore Marzia Baldassarre. «A stretto giro il segretario risponde: “L’assessore Baldassarre mi ha confermato di aver personalmente richiesto al capo operaio l’installazione del gazebo».
 A fine novembre, Ingenito scrive nuovamente sia al segretario comunale che ai dirigenti degli uffici. E da una mail inviata dal dirigente dell’area tecnica, si evince che la richiesta per l’installazione del gazebo avvenuta il 25 ottobre «è arrivata al caposquadra venerdì 24 ottobre tramite messaggistica telefonica dall’assessore Baldassare». In quell’occasione, al caposquadra sarebbe stato specificato che la lavorazione richiesta «era a fini istituzionali».

Per questo motivo, i due operai, in servizio straordinario, il 25 ottobre si presentano davanti al Palazzo del Parco e provvedono, secondo la ricostruzione, a montare e poi smontare il gazebo per un totale complessivo di quattro ore di lavoro straordinario e un importo di circa 77 euro. Solo dopo vengono a sapere che il gazebo non aveva un fine istituzionale ma era per il partito di Forza Italia.

«Ci troviamo in maniera evidente davanti ad una ipotesi di reato grave, ovvero il peculato», afferma il sindaco, pronto ad andare a fondo sulla questione, «non per la cifra in sé, ma per un principio». «Non è l’importo che fa la differenza, non sono i 77 euro – spiega – Ma il fatto è che se oggi posso prendere i dipendenti per poter montare un gazebo, domani, in qualità di assessore e di sindaco voglio dare una promozione a un editore che è un amico, e gli do 100 mila euro, posso farlo senza problemi».

Secondo Ingenito, la ricostruzione fornita dalla segreteria cittadina di Forza Italia serve solo per confondere le acque. «In questo contesto  – ha detto – Appare evidente che non viene messa in discussione, come ha cercato di fare l’assessore Baldassarre, la validità dell’iter autorizzativo per l’installazione del gazebo. Qui si tratta di fatti per confondere le idee. Una cosa è chiedere legittimamente il suo pubblico, una cosa completamente diversa invece è quella di utilizzare personale per finalità private, ovvero per montare un gazebo per raccogliere adesione a un partito».

«Il vice segretario cittadino, Marco Zagni, ha affermato che a montare il gazebo siano stati lui e Mauro Bozzarelli – prosegue Ingenito – Poi abbiamo scoperto che è intervenuta anche una cooperativa. Si cerca qua di creare più confusione, perché a tutto questo si aggiunge un fatto: la richiesta pervenuta nei giorni scorsi da Bozzarelli di conoscere le coordinate del conto bancario per effettuare il pagamento. Pagamento di cosa? Delle ore di straordinario del personale». «E’ chiaro che abbiano creato confusione – aggiunge – Perché la documentazione dimostra che è partito un sms dall’assessore Baldassarre, il capo operaio ha chiesto spiegazioni ed è stato chiarito che era a fini istituzionali, poi si scopre che invece era per Forza Italia».

Alla luce di questo, ha concluso Vittorio Ingenito, «mi metto a disposizione in questi giorni, anche nel fine settimana, per incontrare uno ad uno tutti i partiti e spiegare loro, facendo leggere i documenti, quanto ho affermato stamani. Poi attenderò le loro valutazioni. Se non avrò il pieno appoggio dei partiti di maggioranza, che potrà avvenire solo con il pieno riconoscimento della gravità del fatto accaduto, allora ne prenderò atto e darò le mie dimissioni».