Bordighera commissariata, ma già in campagna elettorale: il “caso gazebo” è stato solo la miccia
Dalla vittoria per 9 voti alla sfiducia dal notaio: la fine dell’era Ingenito maturata dentro una partita di successione che ora corre più veloce della trasparenza
Bordighera scopre che la campagna elettorale può cominciare anche senza candidati. A pochi giorni dall’insediamento del commissario straordinario Rosa Abussi, in città spuntano sigle e simboli già confezionati, ma senza una paternità chiara, senza referenti pubblici e con canali di contatto che, almeno finora, non consentono un’interlocuzione reale. L’ultimo esempio è “Bordighera Viva”, progetto presentato come lista civica indipendente che rivendica un metodo fondato su ascolto, esperienza e responsabilità. Parole pesate, lessico da politica organizzata, con un messaggio che suona già come un manifesto: «Rispondiamo solo a Bordighera. L’obiettivo della lista è quello di promuovere un’amministrazione presente sul territorio, capace di dialogare con i cittadini e di affrontare con serietà i temi quotidiani».
Peccato che, a oggi, per chi legge resti difficile capire con chi “dialogare”. La comunicazione della nascita del gruppo è arrivata senza nomi, mentre i riferimenti online appaiono ancora fragili: il cellulare indicato risulta inesistente, il sito web porta a una pagina vuota e alla mail di contatto non risponde nessuno. La redazione ha tentato riscontri attraverso i canali indicati, senza ottenere risposte. Il risultato è un paradosso: si invoca la partecipazione, ma si resta anonimi. L’unico indizio è rappresentato da uno screenshot che immortala il mi piace dell’ex presidente del consiglio comunale Marco Farotto, prima che la lista dei follower venisse oscurata. Non è un caso isolato. Già nei giorni prima dell’avvio della gestione commissariale era emerso un altro simbolo, “Orizzonte Bordighera”, che si presenta così: “Progetto di natura civica che intende proporre un nuovo approccio nel favorire lo sviluppo sociale, culturale, naturale, urbanistico ed economico della Città di Bordighera”. A scrivere il primo post di lancio, Pier Rossi di Bordighera.net.
Il contesto è quello di un Comune appena commissariato. Il 22 dicembre il viceprefetto vicario Rosa Abussi si è insediato a Palazzo Garnier per la gestione provvisoria dell’ente, dopo lo scioglimento conseguente alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri dell’amministrazione Ingenito due e anche degli esponenti delle minoranze. E qui sta il punto politico. Se davvero la crisi fosse stata un incidente improvviso, figlio di un episodio circoscritto come il “caso gazebo” di Forza Italia, non si spiegherebbe questa accelerazione: simboli pronti, progetti che emergono nell’arco di pochi giorni, iniziative che sembrano già impostate come se l’orizzonte dell’“Ingenito 2” fosse stato considerato breve da tempo. La caduta della giunta comunale, del resto, non è avvenuta per logoramento lento ma per uno strappo netto. Il 19 dicembre nove consiglieri hanno firmato dimissioni irrevocabili davanti al notaio, aprendo la strada al commissariamento.
Il “caso gazebo” ha avuto un ruolo evidente, ma più da detonatore che da causa unica. La vicenda, esplosa in consiglio comunale, ha fatto emergere “veleni e faide interne” e ha certificato la spaccatura dentro Forza Italia e nella maggioranza, fino alla revoca delle deleghe all’assessore Marzia Baldassarre. È difficile, però, sostenere che un’Amministrazione possa cadere “solo” per un gazebo. Più verosimile che quel caso abbia accelerato un confronto già in atto: una lotta per la successione, con aspiranti primi cittadini che si misuravano dentro e attorno alla maggioranza, mentre l’ex sindaco vedeva restringersi lo spazio di manovra. Anche perché il secondo mandato di Ingenito nasceva già su un equilibrio precario: nel 2023 fu rieletto per appena nove voti, dopo uno scrutinio al cardiopalma e in un clima cittadino attraversato da tensioni e malcontento. Oggi, con il Comune affidato alla gestione prefettizia, la politica dovrebbe fare un passo avanti sul terreno della chiarezza. Se la corsa al voto è già iniziata, non può partire nel segno dei simboli senza volti e dei comunicati senza firme.









