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Autovelox e debiti fuori bilancio, accesa discussione in consiglio comunale a Ventimiglia

Consigliere Amarella porta parere di studio legale: «Il Comune di Ventimiglia può legittimamente mantenere attivi i velox»

Ventimiglia. È tornata al centro del dibattito politico e amministrativo di Ventimiglia, l’annosa questione degli autovelox non omologati e delle conseguenze economiche che potrebbero provocare alle casse comunali.

Ieri sera, in consiglio comunale, la discussione si è accesa in occasione del riconoscimento di diversi debiti fuori bilancio legati a sentenze esecutive sfavorevoli all’ente.

A sollevare con forza il tema è stato il consigliere Dem Alessandro Leuzzi, che ha parlato di «mancato rispetto delle norme» e di un sistema che, a suo dire, «continua a punire i cittadini» attraverso un autovelox non omologato. Secondo Leuzzi, l’impianto avrebbe generato entrate rilevanti per il bilancio comunale: «Su quattro milioni di euro, un milione e seicentomila derivano proprio da quel famoso autovelox incriminato».

Di segno diverso l’intervento del consigliere forzista Franco Ventrella, che ha ribadito la centralità della sicurezza stradale: «Sono pienamente d’accordo sugli autovelox, sui limiti e sul loro lavoro. Se hanno salvato anche una sola vita, io sono d’accordo». Ventrella ha chiarito che non si tratterebbe di illegalità: «Qui non c’è niente di illegale – ha detto – Si parla di omologazione e autorizzazione e i percorsi per avere l’omologazione e l’autorizzazione sono i medesimi: a dirlo non sono io, ma uno studio legale a cui abbiamo chiesto un parere. La magistratura dello stato su questo potrebbe prendere anche una cantonata. Per cui c’è una situazione in evoluzione. Quindi prima di tutto la sicurezza, poi se arrivano anche i denari perché qualcuno non osserva i limiti e vuole fare le corse sul circuito, bene, che paghi, alla fine imparerà».

Leuzzi ha replicato con decisione, sostenendo che «non è più una questione politica, ma giuridica», ricordando come «ci sia un tribunale che regolarmente vi dà contro» quando i cittadini fanno ricorso.

Nel dettaglio dei provvedimenti, il segretario generale Monica Veziano ha illustrato la proposta di delibera sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio, spiegando che «la maggior parte delle sentenze esecutive riguarda violazioni dell’articolo 142 del Codice della strada rilevate tramite a autovelox». Quello, in soldoni, per il superamento del limite di velocità.

Durissimo l’intervento del consigliere Domenico Martinetto (Federazione Civica con Ventimiglia nel Cuore), che ha parlato di una «scelta amministrativa sbagliata portata avanti per mesi, forse per anni», nonostante si sapesse che «quegli autovelox non erano omologati». «Diciamolo chiaramente ai cittadini – ha aggiunto – Il comune ha continuato a emettere multe sapendo che erano illegittime, ha continuato a perdere ricorsi sapendo che sarebbero stati persi e nonostante ciò oggi ci chiedono di mettere una toppa con soldi pubblici. E’ vero che le sentenze vanno rispettate e che devono essere portate in consiglio con la relativa pratica, così come è vero che bisogna accertare le cause insieme ad eventuali responsabilità. Le cause, nel nostro caso, derivano da testardaggine amministrativa, superficialità e incapacità di fermarsi quando era evidente che si stava sbagliando. E allora mi chiedo: chi ha deciso di andare avanti? Chi ha autorizzato l’uso di strumenti non omologati? Perché questo è il punto politico: quando chi è al governo sbaglia, non può chiedere al consiglio di coprire gli errori come se fossero normali spese di gestione. Il consiglio comunale non è un bancomat, non è l’ufficio timbri, non è qui per giustificare spese sbagliate fatte da altri».

«Per rispetto dei cittadini vorrei che venga individuato chi ha sbagliato, perché qualcuno ha sbagliato, e come si intende evitare che questo accada ancora – ha concluso -. Per gli stessi motivi chiedo che la responsabilità non ricada su chi oggi siede in quest’aula, ma su chi ha preso decisioni sbagliate e le ha portate avanti nonostante tutto. Il Comune non può continuare a pagare gli errori che si potevano evitare».

Sulla stessa linea critica anche l’ex sindaco Gaetano Scullino, che ha ricordato come la giurisprudenza, fino alla Corte di Cassazione, distingua nettamente tra omologazione e autorizzazione. «Quando sento dire che la magistratura prenderà una cantonata, sono molto scettico», ha detto, pur rivendicando che l’installazione degli autovelox, decisa all’epoca della sua amministrazione, non fosse finalizzata a “fare cassa”, ma a rispondere a gravi problemi di sicurezza stradale. Scullino ha poi chiamato in causa il governo centrale, auspicando la creazione di un organismo nazionale per l’omologazione degli impianti, visto che ad oggi, questo organismo in Italia non c’è.

A difesa dell’operato dell’amministrazione è intervenuto Gabriele Amarella, citando un parere dello studio legale genovese Picocchi e Carrea, pervenuto al comune il 28 dicembre scorso secondo cui «il Comune di Ventimiglia può legittimamente mantenere attivi i velox». «Non servono a fare cassa – ha ribadito – ma sono uno strumento di prevenzione e sicurezza». Lo stesso parere, ha aggiunto, aprirebbe alla possibilità di rivalersi sulla società concessionaria per le spese legali sostenute.

Proprio sul concessionario si sono concentrati gli interventi della consigliera del Pd Vera Nesci e nuovamente di Scullino, che hanno chiesto di valutare un’azione di rivalsa qualora le apparecchiature non risultino conformi al capitolato d’appalto. «Nessuno vi obbliga a non chiedere i danni a questa società», ha concluso Leuzzi.