Vallecrosia, in consiglio comunale l’uso temporaneo di aree ed immobili con destinazioni diverse dal Puc
Il sindaco Perri: «Tutti gli interventi che si potranno fare per evitare di avere una città abbandonata, dare opportunità e creare economia, saranno messi in atto»
Vallecrosia. La possibilità di stipulare convenzioni per l’uso di aree a una destinazione d’uso differente da quella prevista dal Puc, per un periodo temporaneo di cinque anni, è approdata questa sera in consiglio comunale: criteri, indirizzi e schema di convenzione sono stati discussi al fine di valutarne l’approvazione.
«Mi sento di dire con chiarezza che questo non è uno strumento di semplificazione o di rigenerazione, ma una scorciatoia. E non possiamo accettare che si arrivi a fare urbanistica senza seguire le regole dell’urbanistica», ha spiegato la consigliera Cannazzaro, che ha aggiunto: «Mi preoccupa anche sentire che “è giusto perché è previsto dalla legge”. La legge offre strumenti, ma sta a noi amministratori scegliere come e quando applicarli, valutando, prima di tutto, l’impatto che avranno sul territorio e se portano un reale vantaggio pubblico. Quindi, chi beneficerà davvero di questo nuovo strumento? I privati. Ancora una volta, si sposta l’attenzione dall’interesse collettivo a quello individuale. Il rischio, inoltre, è di trovarci con un piano urbanistico svuotato. L’urbanistica è una materia complessa e non banalizzabile: serve progettualità, strategia e visione d’insieme. Noi così stiamo insegnando al cittadino che non bisogna cercare di rispettare le leggi, ma che possono essere raggirate. Bisogna ragionare sulla realtà, bisogna pianificare e non si deve improvvisare».
«Ho sentito dire che noi diamo un bene pubblico per un privato – ha affermato il sindaco Perri – C’è confusione tra quella che è una questione urbanistica e la titolarità del bene. Non ci venite a dire che facciamo le cose in fretta e furia. Se c’è ed esiste una legge, e ci avete fatto una scuola di vita che dobbiamo rispettare le leggi e le legalità: noi abbiamo preso una legge che permette, nel rispetto di alcuni criteri e alcune condizioni sulle quali non si può esimere, nonché attraverso i pareri tecnici dei funzionari competenti in maniera. È già la seconda volta che sento poca considerazione dei funzionari. Lo strumento urbanistico approvato dieci anni orsono, ha delle problematiche che sicuramente sarà oggetto di nostra valutazione, ma nell’attesa di questa riverifica del piano urbanistico, si utilizzano quelle che sono le normative per poter eliminare delle situazioni di degrado e di abbandono temporanea, per cinque anni può essere dato l’utilizzo di un’area che al termine del tempo stabilito deve essere ridato allo stato originale. Noi siamo dalla parte del cittadino: tutti gli interventi che si potranno fare, con il consenso dei funzionari, per evitare di avere una città abbandonata, dare opportunità e creare economia, saranno messe in atto. Non vogliamo snaturare nulla, non vogliamo che nessun privato distrugga l’identità della città: noi vogliamo crearla».
Il consigliere Luccisano, inoltre, ha specificato come «non sia questa la sede per discutere di una caratura nazionale, ma si possono cogliere gli aspetti positivi: tra cui l’innovazione della norma, che consente di accelerare e snellire degli iter burocratici con la finalità dell’utilità pubblica e non privata. In questa norma c’è il concetto di opportunità sperimentale».
La minoranza ha espresso voto sfavorevole, mentre la maggioranza si è espressa a favore.


