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Taggia, appello per salvare il convento di San Domenico: «Non restiamo in silenzio di fronte all’abbandono»

Capolavoro architettonico e spirituale del Quattrocento, oggi a rischio chiusura e degrado

Parte da Taggia la petizione per salvare il convento di San Domenico, capolavoro architettonico e spirituale del Quattrocento, oggi a rischio chiusura e degrado. A firmare l’appello sono cittadini, associazioni culturali del territorio, volontari del Convento e Laici Domenicani, che chiedono un intervento immediato delle istituzioni locali e nazionali.

«Ci rivolgiamo al Comune, alla Provincia e alla Regione – scrivono –: vogliamo davvero restare in silenzio di fronte all’imminente chiusura del Convento, alla possibilità di perdere opere prestigiose e alla prospettiva dell’abbandono?». La Diocesi, attuale custode del complesso, ha dichiarato di non potersi assumere ulteriori responsabilità finché non saranno avviati i lavori di messa in sicurezza previsti con i fondi del FEC – Fondo Edifici di Culto, di competenza del Ministero dell’Interno, la cui gestione a livello locale è affidata al Prefetto.

I promotori chiedono di attivare un contatto diretto con la Regione Liguria per sbloccare le risorse necessarie e accelerare gli interventi. Il convento di San Domenico nasce nel 1460 grazie alla predicazione di padre Cristoforo da Milano e al contributo della popolazione di Taggia e dei paesi vicini. Le cronache raccontano uomini e donne di ogni ceto impegnati fianco a fianco nel trasportare pietre e materiali per costruire la chiesa e il convento dei frati predicatori dell’Ordine domenicano.

Nel tempo, il complesso è divenuto centro di spiritualità e cultura, tappa di passaggio tra Italia e Francia e luogo di incontro tra diverse tradizioni artistiche. All’interno sono custodite opere di Brea, Canavesio, Parmigianino, Bernardino Campi, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari, Giacomo Antonio Ponsonelli e altri maestri del Rinascimento ligure e lombardo. Vi è inoltre una delle meridiane più rare d’Europa e un importante patrimonio librario con testi dal Quattrocento al Settecento, compresi antichi incunaboli. I

promotori dell’iniziativa – Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli e Andrea Pletzer, per gli Amici del Convento di San Domenico – chiedono un’azione decisa per evitare la perdita di un bene di inestimabile valore storico e artistico. «Rimanere in silenzio – scrivono – sarebbe irrispettoso verso chi ha costruito e custodito quest’opera straordinaria nei secoli, oltre che una perdita di prestigio per Taggia e per l’intera provincia». L’obiettivo condiviso è che la nuova struttura, a campata unica, sia completata entro l’estate 2026, restituendo al territorio un luogo simbolo di fede, cultura e identità.