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Riviera Trasporti nel caos, Rifondazione Comunista attacca: «Un fallimento gestionale e istituzionale»

Il Circolo «Valeria Faraldi» di Sanremo-Taggia denuncia la paralisi del trasporto pubblico e chiede un piano straordinario per ripristinare il servizio e tutelare lavoratori e cittadini.

Sanremo. Il Circolo «Valeria Faraldi» di Rifondazione Comunista denuncia il collasso del trasporto pubblico locale e parla apertamente di «fallimento gestionale e istituzionale» di Riviera Trasporti.

La situazione, già compromessa da anni di progressivo indebolimento del servizio, ha raggiunto livelli critici nei primi giorni di novembre, dopo il sequestro di 25 autobus disposto dalla Procura della Repubblica per gravi carenze nei requisiti di sicurezza.

«Con decine di mezzi fuori servizio e personale ridotto allo stremo – si legge nella nota – studenti, lavoratori e anziani subiscono ogni giorno ritardi, disagi e umiliazioni. Il nostro ringraziamento va agli autisti, che continuano a garantire il servizio in condizioni difficilissime».

Nel mirino del circolo anche il Comune di Sanremo e l’amministrazione guidata dal sindaco Mager, accusata di essere intervenuta «solo a crisi conclamata». «Il Comune ha il dovere di vigilare sul funzionamento dei servizi pubblici, non di agire a posteriori per contenere il malcontento», scrivono gli esponenti di Rifondazione, denunciando un atteggiamento volto «più a salvare l’immagine che a risolvere i problemi».

Il circolo sottolinea come, in un territorio a vocazione turistica e con carenza strutturale di parcheggi, il trasporto pubblico dovrebbe rappresentare un pilastro della mobilità sostenibile: «Riviera Trasporti, in queste condizioni, non è più in grado di garantire il servizio e la Provincia di Imperia – proprietaria della società – deve assumersi le proprie responsabilità».

Le richieste di Rifondazione Comunista sono tre:
– l’attivazione immediata di un piano straordinario per il ripristino del servizio;
– investimenti pubblici mirati alla sicurezza e all’efficienza del parco mezzi;
– il coinvolgimento diretto di lavoratori e cittadini nella definizione delle soluzioni.

«Il diritto alla mobilità – conclude il Circolo Valeria Faraldi – è un diritto sociale fondamentale. Non può essere sacrificato per negligenza o disinteresse».