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Provinciali, Scajola sindaci e territori. Mager ancora in forse

Il senatore Berrino: «Mi aspetto una lista di centrodestra». Per il Pd l’obiettivo è eleggere due consiglieri

Sanremo. Con il decreto firmato e pubblicato oggi da Claudio Scajola si apre ufficialmente la strada verso il rinnovo di presidente e consiglio provinciale. Il provvedimento fissa la data del voto a giovedì 18 dicembre, la presentazione delle liste a giovedì 27 novembre (8–20) e venerdì 28 novembre (8–12), e conferma le due sedi di seggio: Imperia e Ventimiglia.

Quattro anni fa, all’esordio da presidente della Provincia (ultimo tassello di una lunga carriera che lo ha visto quattro volte ministro della Repubblica), Scajola vinse puntando su un cartello di sindaci e territori in cui i partiti del centrodestra restavano sullo sfondo dell’onda civica. Oggi lo scenario è capovolto: lo stesso Scajola è rientrato ufficialmente in Forza Italia, e più d’un primo cittadino eletto con liste civiche è tornato a una collocazione di partito. La cabina di regia resta, però, quella territoriale: un nome per comprensorio, amministratori “pesanti” sulle partite calde (sanità, trasporti, rifiuti), e una lista costruita per geografie prima che per simboli.

In questa chiave, alcuni profili sono considerati blindati. Il vicepresidente uscente e sindaco di Taggia Mario Conio – passato dalla stagione totiana all’iscrizione in Forza Italia – rappresenterà la bassa Valle Argentina, area-chiave su dossier come ospedale unico di Taggia e biodigestore, su cui il suo Comune e la Provincia esercitano funzione di indirizzo. Per la zona di confine, Forza Italia confermerà il ventimigliese Gabriele Amarella (oggi con delega alla Riviera Trasporti), mentre, anche in rappresentanza della Val Nervia–Roja, scenderà in campo il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, quota Lega, data l’uscita del consigliere provinciale sanremese Daniele Ventimiglia, in pole per la segreteria imperiese del Carroccio.

Sul Golfo Dianese la casella viene occupata dal sindaco di Diano Marina Cristiano Za Garibaldi, subentrando all’uscente Barbara Feltrin (entrambi della stessa maggioranza). Anche lui ha chiuso la parentesi totiana per rientrare in Forza Italia. Capitolo quote rosa: certa la riconferma di Manuela Sasso, sindaca di Molini di Triora (FdI), e in forse un secondo nome per il partito della premier Giorgia Meloni, su cui è al lavoro il senatore Gianni Berrino. Dalla città delle palme torna in lista anche Marzia Baldassarre (Bordighera), assessora al Bilancio, oggi tesserata FI ma con radici civiche. Restano da coprire un paio di caselle rosa in Valle Arroscia e dintorni.

La chiusura del cerchio è la più delicata: la rappresentanza della città con il peso ponderato maggiore, Sanremo. Il sindaco Alessandro Mager non ha ancora sciolto le riserve: le scioglierà a breve, dopo un giro di confronti interni che si terranno a stretto giro. Il passaggio non è banale. Mager guida una coalizione larga che comprende il centrosinistra (lista civica del vicesindaco Fulvio Fellegara – Generazione Sanremo – e Pd) senza apparentamento formale al ballottaggio: una formula che ha garantito la vittoria ma che, sulle provinciali e non solo, consiglia ma non impone equilibrio chirurgico.

Una candidatura diretta del sindaco nella lista del presidente stresserebbe quell’intesa, già messa alla prova dal recente caso dei consiglieri civici di Forum iscritti a Forza Italia: polemica rinfocolata in aula dal consigliere di centrodestra Marco Damiano e bollata come “politicuccia” dalla forzista ufficiale Patrizia Badino. Alternativa sul tavolo: Mager non si espone e indica uno (o due) nomi di area sanremese, giocando di sponda con un eventuale secondo contenitore per spacchettare il voto e massimizzare la rappresentanza matuziana in consiglio provinciale. Facile a dirsi, difficile a farsi, soprattutto perché non sembra esserci nessun altro delle sue liste di riferimento che potrebbe rappresentare tutti. Agli albori si erano fatti i nomi del presidente del consiglio comunale, Alessandro Il Grande (Sanremo al Centro), e poi del capogruppo di Anima, Alessandro Marenco, ma alla fine il più credibile rimane quello del primo cittadino, vicino umanamente e politicamente a Scajola, che nella campagna per le amministrative sanremesi aveva speso il proprio endorsement per l’avvocato. Se Mager ci sarà, nello schema dei sindaci e dei territori, a lui spetterebbe la vicepresidenza.

Per il centrosinistra la partita è in salita. Il neosegretario provinciale Pietro Mannoni lavora a una lista da mettere in piedi in tempi stretti, avendo come base un capitale umano limitato in questa provincia a trazione centrodestra. È naturale che guardi proprio a Sanremo: il nome del consigliere Marco Cassini è il più gettonato, ma la sua candidatura – se dall’altra parte corresse Mager – dividerebbe la maggioranza matuziana. In lizza, per un seggio, anche l’uscente Daniela Bozzano (area consigliere Ivan Bracco a Imperia). Resta da capire se la corrente vicina al Dem Edoardo Verda convergerà su una civica come Laura Amoretti o sceglierà una rotta autonoma.

In un contesto di bocche semi cucite da parte dei principali protagonisti della politica locale, tutti per un verso o per l’altro in attesa che Claudio Scajola mischi il mazzo e inizi a dare le carte, l’unico a rompere il silenzio è il senatore Gianni Berrino. L’esponente di Fratelli d’Italia commenta sia lo stallo che la situazione sanremese, tornando sul nodo delle alleanze: «Se si candida il sindaco della più grande città della provincia – spiega Berrino, riferendosi ad Alessandro Mager e a Sanremo – non spetta a me giudicare la scelta. Credo però che la sua candidatura nella lista del centrodestra per Scajola non andrebbe a snaturare l’idea che sta dietro al progetto che si sta delineando». Il senatore interviene anche sul caso Forza Italia a Palazzo Bellevue: «Avevamo già sollevato il problema, sia su Sanremo che su Ventimiglia, dove c’è una situazione analoga. Non si può essere di un partito o civico a seconda di dove ci si siede – osserva –. È un fatto che deve essere valutato dalla coalizione del sindaco Mager, che non è formata solo da liste civiche ascrivibili al centrodestra».