Provinciali, Scajola scopre le carte: «Consiglio autorevole per rifiuti, rete idrica e trasporti. Tanti civici vogliono Forza Italia»
L’ex ministro sulla casella Sanremo: «Non tocca a me svelarla»
Bologna. Il presidente uscente della Provincia di Imperia, unico candidato in campo, scopre le carte sulla sua imminente ricandidatura. Intervistato dalla nostra redazione a Bologna, dove è stato ospite di alcuni panel dell’assemblea nazionale Anci, Claudio Scajola ha messo in fila le priorità. Focus puntato sulla “lista dei sindaci”: a margine dei lavori — aperti ieri dal saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella — il sindaco di Imperia ha illustrato per la prima volta metodo e contenuti del progetto, dal criterio territoriale alla composizione del futuro Consiglio.
«Le provinciali le abbiamo convocate alla scadenza esatta del termine, perché mi piace che non ci sia nessuna proroga», premette. Poi il merito: «Sarà un consiglio provinciale che dovrà chiudere e affrontare i problemi più significativi del territorio: il biodigestore, la raccolta dei rifiuti, il rafforzamento della rete idrica con i finanziamenti ottenuti e con la società (Rivieracqua post ingresso socio privato, ndr) che sta muovendo i primi passi, e il settore dei trasporti, dove si è chiusa una vertenza antica ma serve tempo per assestare ciò che era profondamente crollato (il presidente, in questo caso, si riferisce a Riviera Trasporti). Per fare questo ci vuole un consiglio provinciale autorevole». L’impianto politico è quello “per territori”: «Ho cercato di mettere insieme i nomi dei sindaci più significativi e, comunque, che tutti i territori possano essere rappresentati». E sui tempi della squadra: «Chiuderò e presenterò la lista prima della consegna ufficiale, penso già alla fine della prossima settimana».
Sul nodo Sanremo e sulla possibile candidatura del sindaco Alessandro Mager, che tanto ha agitato nei giorni scorsi i suoi alleati a Palazzo Bellevue del Partito Democratico, il presidente non si sbilancia. Alla domanda se Mager abbia sciolto la riserva, taglia corto: «Adesso non tocca a me dirlo». La linea che filtra è quella di una rappresentanza “di peso” per la città con il maggior coefficiente ponderato della provincia, coerente con l’architettura “per territori” evocata dal presidente, ma senza incarichi o nomi scolpiti nella pietra, almeno fino ad adesso.
C’è spazio anche per un passaggio, sorridente, sulle regole e sulla durata degli incarichi. Scajola ricorda che «con la legge vigente la nomina del presidente dura quattro anni, il Consiglio due» e, rispetto alla compatibilità con il proprio mandato da sindaco, che scadrà tra più di due anni ma meno di tre, scherza: «Perché mettere limite alla provvidenza? Confido che sarà data la possibilità ai sindaci di fare il terzo, il quarto e magari anche il quinto mandato…».
Il capitolo nazionale, dopo il rientro ufficiale in Forza Italia, completa il quadro. «Abbiamo avvicinato alla politica persone che si erano allontanate dai partiti, con i movimenti civici. I movimenti civici rimangono a svolgere il loro ruolo nelle attività amministrative, ma sui temi della politica nazionale ed europea stiamo cogliendo la necessità che i civici che si riconoscono nei valori europeisti, atlantisti, del buon senso, dell’equilibrio, del moderatismo e del garantismo possano avvicinarsi a Forza Italia». E aggiunge un riferimento all’organizzazione locale: «Mi pare che, per come è gestita adesso anche a livello territoriale dal nostro coordinatore provinciale Simone Vassallo, ci sia una forte richiesta di amministratori locali di impegnarsi anche sui temi di politica nazionale attraverso Forza Italia». Un messaggio che capovolge la narrazione più recente: non più solo il partito che apre ai civici, ma i civici che scelgono di tornare a incidere sulle scelte nazionali da dentro il perimetro azzurro.












