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Provinciali e mini-rimpasto, rebus per Mager

Pressing di Forum-Forza Italia per salvare lo scranno di Sbezzo Malfei

Sanremo. Provinciali e mini-rimpasto, rebus da risolvere per il sindaco di Sanremo Alessandro Mager. Da un lato la propria candidatura nella lista dei sindaci a sostegno del presidente uscente Claudio Scajola. Dall’altro la corsa del capogruppo Pd Marco Cassini nella lista alternativa del centrosinistra. In mezzo, il mini rimpasto annunciato da oltre un mese e non ancora formalizzato, con l’uscita programmata dell’assessore al Bilancio Pino Sbezzo Malfei e il rientro in giunta di Silvana Ormea (Sanremo al Centro).

Il rebus è tutto politico, parola che non piace molto al primo amministratore cittadino. Stando a voci di palazzo, il sindaco — impegnato in un viaggio istituzionale a Malta dove l’altro ieri ha ritirato un riconoscimento conferito dalla presidente della Repubblica maltese — starebbe chiudendo a distanza, lontano dalle incombenze quotidiane, la riassegnazione delle deleghe che seguirà all’addio dalla giunta di Sbezzo: Bilancio, Società partecipate e Personale. L’ingresso di Ormea, frutto dell’accordo con Forum (che all’assessore di riferimento ha preferito la guida del Casinò Municipale), complica l’incastro: esce l’unico tecnico con competenze specifiche su Finanze, entra un’ex assessore che in passato ha seguito la Cultura (oggi in capo a Enza Dedali di Anima). Quante e quali leve riorganizzare non è ancora chiaro: in una delle ipotesi, Ormea potrebbe ereditare gran parte delle deleghe di Sbezzo, con il Bilancio che resterebbe in capo al sindaco, che da prassi ha l’ultima parola sull’assegnazione dei fondi.

Sul timing della “staffetta” resta il giallo. L’ultimo consiglio comunale ha certificato la frizione tra la nuova area forzista della maggioranza e l’ala progressista che ha consentito a Mager la vittoria al ballottaggio. L’opposizione ha tentato di colpire il vicesindaco Fulvio Fellegara sul capitolo spesa sociale, leggendo come “taglio” ciò che per l’esecutivo municipale è la naturale conseguenza del definanziamento statale di alcuni progetti. Sullo sfondo, un gioco di sponda con lo stesso Sbezzo, che quella “riduzione” l’ha voluta far pesare in commissione, offrendo l’assist perfetto alle minoranze di centrodestra, che però in Consiglio sono rimaste con il cerino in mano, tanto da richiedere a più riprese all’assessore la conferma di un taglio di fondi che in realtà non c’è. Non è l’unico episodio passato sotto traccia: sulla riduzione dell’Imu per l’edilizia sociale, rivendicata pubblicamente da Sbezzo Malfei, è mancato il riferimento al lavoro del vicesindaco Fellegara, che ha condotto il dossier per incentivare Arte Imperia ad aprire nuovi alloggi Erp. E per fortuna per il Partito Democratico, nell’ultima assise non c’erano pratiche dell’assessore dem Lucia Artusi, che da qualche tempo viaggia con il mirino puntato sulla schiena per via del rinnovo delle concessioni mercatali e dell’annonario: argomento caro al consigliere di Idea Umberto Bellini (tessera di FI) quanto al capogruppo di Fratelli d’Italia Antonino Consiglio.

Il quadro si complica perché tutto accade a ridosso delle provinciali. Al rientro da Malta, Mager dovrà chiudere il mini rimpasto: teoricamente ha tempo fino a fine anno, quando il Consiglio tornerà in aula per il bilancio preventivo 2026 (pratica fondamentale per ogni ente locale, che potrebbe presentare lui stesso, o il nuovo assessore). Politicamente, però, ogni mossa pesa sul voto di dicembre. Il sindaco potrebbe prendere tempo sull’uscita di Sbezzo per vedere come finisce la partita di Cassini: un’elezione del capogruppo Pd nell’alternativa a Scajola, se giocata con profilo istituzionale, potrebbe persino rafforzare Mager in Provincia su dossier condivisi — trasporto pubblico locale, sanità (ospedale e punto nascite di Sanremo), rifiuti e biodigestore di Taggia. Al contrario, se Cassini connotasse il mandato in chiave politica e di rottura col “sistema Scajola”, le tensioni dentro la maggioranza sanremese rischierebbero di acuirsi. Resta pure un’ultima opzione: che Cassini non ce la faccia. In quel caso il Pd parlerebbe di candidatura di servizio in una corsa chiusa in extremis, e la linea dei rapporti con Mager tornerebbe su binari più cooperativi, non senza riflessi nella dialettica interna ai dem tra l’area del consigliere regionale Enrico Ioculano (sponsor di Cassini) e quella dell’ex segretario Cristian Quesada (in spinta su Gabriele Cascino).

Intanto l’orologio del rimpasto continua a battere. Se Mager aspettasse ancora, rischierebbe di spazientire Sanremo al Centro, che si aspettava Ormea in giunta a fine ottobre, e adesso attende di vedere se qualcosa si smuove nei primi di dicembre. Se invece accelerasse subito, il segnale potrebbe arrivare dai forzisti della maggioranza proprio in occasione del voto provinciale, dove il sindaco punta a essere il più votato e a incassare la vice presidenza da Scajola. Un equilibrio sottile, da limare a distanza: Malta offre lo spazio per decidere senza rumori di fondo.

(In copertina la giunta Mager al suo insediamento)