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Marchio Festival, rigettata la richiesta di Russolillo. Rai alla finestra

12 novembre 2025 | 07:15
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Marchio Festival, rigettata la richiesta di Russolillo. Rai alla finestra

La battaglia sulla titolarità del brand “Sanremo” continua nella sede dell’Ufficio brevetti italiano

Sanremo. La prima sentenza non scritta della battaglia sui marchi legati al Festival di Sanremo arriva dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: nei giorni scorsi è stata respinta la domanda di registrazione presentata dal patron del Gruppo Eventi, Vincenzo Russolillo, per il titolo “Festival della Musica Italiana”. L’istanza, depositata a marzo 2025 nel pieno della querelle innescata dalla sentenza del Tar Liguria – poi confermata dal Consiglio di Stato – che ha imposto al Comune di Sanremo una procedura pubblica per l’affidamento della kermesse, aveva già provocato la reazione di Palazzo Bellevue per l’evidente prossimità con i marchi storici dell’ente. Una vicenda collaterale al marasma degli scorsi mesi, ma che si conclude oggi con uno stop formale.

La bocciatura non chiude però la partita. Restano infatti in corso altre richieste di registrazione che continuano a disegnare il perimetro del contenzioso simbolico intorno alla manifestazione: evento di punta del palinsesto di Viale Mazzini, capace di generare negli ultimi sei anni incassi pubblicitari superiori ai 50 milioni di euro, con punte di oltre 60. Russolillo ha ancora pendente la domanda per “Casa della musica italiana” (una sua creazione esclusiva, Casa Sanremo), mentre la Rai, dal canto suo, ha depositato due richieste: “Festival della Musica Italiana”, tuttora in valutazione, e “Festival Rai della Musica Italiana”, già entrata nel periodo di opponibilità, quei novanta giorni durante i quali terzi interessati possono presentare opposizione per tutelare i propri diritti. Anche il Comune di Sanremo si è mosso in autotutela: preso in contropiede dal primo deposito da parte di un privato, ha protocollato il 2 aprile 2025 una propria domanda per “Festival della Musica Italiana”, oggi ancora all’esame degli uffici ministeriali.

Sul piano storico, l’ente locale può contare sui capisaldi del proprio portafoglio: “Festival della Canzone Italiana” e “Festival di Sanremo”, registrati tra il 1998 e il 2000 e rinnovati nei successivi cicli (2008, 2018, 2020). È inoltre pendente una nuova istanza 2025 su “Festiva di Sanremo”, ulteriore presidio difensivo del brand cittadino. Il tema dei marchi, insieme al capitolo più sensibile del format televisivo, è stato l’asse portante della lunga trattativa tra Rai e Comune che si è conclusa con l’intesa per le prossime tre edizioni del Festival, con facoltà di rinnovo per altre due. I dettagli restano riservati, ma l’accordo fotografa un equilibrio: da un lato un maggiore impegno economico e organizzativo del servizio pubblico, dall’altro una definizione più precisa dei diritti di sfruttamento dei marchi collegati alla kermesse da parte della televisione di Stato. La decisione dell’Uibm sulla domanda di Russolillo è quindi un primo punto fermo in un contesto ancora in movimento. Nei prossimi mesi peseranno gli esiti delle ulteriori istruttorie e, soprattutto, l’eventuale opposizione ai depositi della Rai, che al momento non sono stati ancora protocollati.