L’orgoglio ligure si racconta: «Identità e futuro dell’oliva da tavola, la forza dell’IGP»
Un risultato atteso da oltre vent’anni
Imperia. L’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) per l’Oliva Taggiasca ligure segna un traguardo storico per l’olivicoltura della regione. Un risultato atteso da oltre vent’anni, che rappresenta il legame profondo tra istituzioni, imprese e territorio, a testimonianza del valore culturale, economico e identitario che la Taggiasca riveste per l’intera Liguria.
Durante l’incontro “Identità e futuro dell’oliva da tavola: la forza dell’IGP”, organizzato dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria e dalla Regione Liguria nell’ambito di Olioliva, si è parlato del percorso che ha portato al riconoscimento europeo e delle prospettive future per la filiera.
Il presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria Enrico Lupi ha sottolineato il valore corale del riconoscimento: «È un risultato determinato dall’Unione Europea, con valenza nazionale e internazionale, ma ciò che lo rende davvero significativo è la partecipazione convinta del territorio, dal basso. Questo è il sentimento che si respira oggi in questa assemblea, con la presenza del capo dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, delle associazioni di categoria e di un gran numero di agricoltori».
Il vicepresidente della Regione Liguria Alessandro Piana ha ricordato il lungo cammino che ha condotto a questo risultato, sottolineando l’impegno condiviso del territorio.
«Ventun anni sono tanti per ottenere un riconoscimento di questo tipo – ha dichiarato – ma negli ultimi due anni c’è stata una netta accelerazione grazie alla serietà e al dialogo costante con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, in particolare con il dottor Rufo, capo dipartimento, e con la Commissione Europea. Un lavoro che racconta la grande pazienza e la caparbietà dei nostri agricoltori durante tutto l’anno».
Sulla stessa linea, il rappresentante del Ministero dottor Lupo ha spiegato come la Taggiasca rispecchi pienamente i requisiti richiesti per il riconoscimento europeo:
«L’oliva Taggiasca si inserisce perfettamente nel prototipo dell’Indicazione Geografica Protetta. Per ottenere l’iscrizione nel registro delle IGP occorre possedere caratteristiche precise: un legame forte con il territorio, una riconoscibilità già consolidata e un valore, anche economico, dimostrabile. Quando l’assessore parla di punto d’arrivo e punto di partenza, ha ragione: non qualsiasi prodotto può ottenere un riconoscimento di questo tipo».
L’incontro, moderato con toni vivaci e ironici dal comico Andrea Di Marco, ha offerto anche spunti di riflessione sul futuro della filiera olivicola ligure, tra identità, promozione e turismo esperienziale. La Taggiasca IGP diventa così non solo un marchio di qualità, ma un volano per l’economia e l’immagine della Liguria.





