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Le Redazione giornalistica del Liceo Cassini al Convegno “Tutta colpa dei  fratelli Lumiere”

L’intervento del professor Romano Lupi  ricorda come Moreschi abbia saputo unire più di ogni altro fotografia e cinema

Sanremo. Al teatro Ariston Ritz si è svolto ieri mattina a partire dalle 10 il convegno ” Tutta colpa dei Fratelli Lumiere”, che ha raccontato la storia del cinema a Sanremo .L’incontro si inserisce all’interno della rassegna Alfredo e Libereso amici per  Natura: intrecci di vita “, attiva dal 14 novembre al 14 dicembre 2025. Relatori del convegno, presentato dal dottor Walter  Vacchino, sono stati Daniela Cassini, Romano Lupi, Marco Innocenti, Umberto Germinale, Roberto Pecchinino e Mariangela Micheletto (in collegamento).

Il dottor Vacchino ricorda la grandezza e l’internazionalità della Sanremo del primo cinquantennio del ‘900 ,  più attrattiva per gli ospiti stranieri e italiani  della stessa Montecarlo. L’intento degli incontri e del convegno  è quindi  non solo ricordare la fama di Sanremo, ma attraverso la memoria, come quella di Alfredo Moreschi e delle sue splendide immagini e film, rilanciare l’immagine della città ligure  come realtà culturalmente vivace e propositiva. Inizia così la storia del cinema a Sanremo, attraverso l’intervento di Marco Innocenti.

Dopo l’introduzione, il convegno prosegue ripercorrendo le  tappe  del Cinema a Sanremo attraverso le produzioni di cortometraggi in 8mm di  registi sanremesi o che a Sanremo hanno vissuto. Interessantissima  quindi  la proiezione del cortometraggio di Alfredo Moreschi dal titolo Incantesimo di Mezzogiorno. La pellicola si apre con una splendida panoramica della spiaggia dei bagni Italia negli Anni 60 e prosegue con immagini animate  di pupazzi (alcuni omini e un leone di panno creati della moglie di Alfredo Moreschi), che lasciati sulla spiaggia da un bambino, attraverso la fantasie e la tecnica del regista    vivono una straordinaria avventura in un deserto tutto da esplorare. 

La dottoressa Michelotti illustra poi la carriera  di Alfredo Moreschi e le attività del   Cineclub Sanremo  , vent’anni di film non professionale . Si sofferma poi su alcuni capolavori di Moreschi  come” Pupazzi da rilegare”,  “L’avventura dell’altro io”,  “Apricale”, ”Antico frantoio”,  “ L’ultimo giuoco”, “Il calabrese”,” Anna e il divo”, “La separata” e “Gli Ugolanti”, film indipendenti , conservati nell’Archivio Nazionale del Cinema Impresa, Dalla breve riflessione degli argomenti  trattati e delle ottime valutazioni critiche ad essi rivolte,   risalta come  Moreschi abbia  sperimentato molti generi e affrontato varie tematiche , dal costume alla musica, con estrema  pulizia narrativa, che spesso oltrepassa i dati di costume e diventa   biasimo  alle istituzioni . L’arte dei film in 8mm ha attratto anche  intellettuali e registi straordinari come Calvino e Nanni Moretti, che hanno condiviso passione e esperienze con Moreschi. Il discorso si sofferma poi su Nino Zucchelli, che dopo alcune contestazioni ricevute  a Bergamo, arriva a Sanremo, accolto dalla famiglia Vacchino e inizia la collaborazione con Moreschi nella produzione di film d’autore.

L’intervento del professor Romano Lupi  ricorda come Moreschi abbia saputo unire più di ogni altro fotografia e cinema.” Sanremo-prosegue Lupi –  è stata una delle capitali della Bella Epoque” e vanta quindi una lunga vocazione e disponibilità all’incontro fra personalità del cinema, che hanno girato pellicole e reso la città palcoscenico privilegiato  di produzioni cinematografiche. Ciò ha creato quell’ humus culturale, che ha permesso la nascita di numerosi cineclub, cineforum  e gruppi cinefili, occasioni di incontro fra generazioni diversi. Moreschi fotografo, regista, cineasta è l’emblema della vivacità di Sanremo e ha creato quel fil rouge che lega indissolubilmente Sanremo al cinema. Ma Moreschi è da ricordare  anche come scrittore e grafico, autore di numerose copertine, conservate insieme  a  tantissimo materiale  nel ricchissimo Archivio Moreschi.

In una città che ama il cinema non poteva mancare un Cineclub e  Roberto Pecchinino   illustra la storia di quello che nacque a Sanremo nel 1953, dove si riunivano registi dilettanti tutti i giorni alle 17.00 nel dehor delle storico bar Venezuela di via Matteotti e fra questi ricorda Mario Cossu , Romeo Salesi e tanti altri, fra cui Pippo Barzizza, che nel 1964 vinse il Concorso Nazionale della federazione  nazionale dei Cineclub a Montecatini alle quale il sodalizio sanremese era iscritto. Viene quindi proiettato   un estratto del film prodotto con la collaborazione di Moreschi , che racconta la   Conferenza di Pace di Sanremo del 1920 al Castello Devachan  e offre notizie sulla edificazione della villa e della sua celeberrima scalinata. L’incontro si conclude con la proiezione con un video, realizzato anche per  le scuole, in cui Alfredo racconta direttamente dal suo studio, simile ad un vero e proprio set cinematografico, la storia della fotografia e del Cinema a Sanremo . Si scopre così che nel 1910 a Sanremo erano già attive due case di produzione cinematografiche , di cui una creata dalla famiglia Bava , che annovera tra gli eredi il famoso registra di film  horror Mario Bava.

 Testimone d’eccellenza e amico di Moreschi è Piero Farina, che ha offerto al pubblico  un racconto  della sua collaborazione con Alfredo. Sanremo  è stata e deve tornare ad essere luogo di interesse culturale, promotore di innovazione e confronto internazionale, avvolto nel tepore che solo il suo clima può offrire.