Lancia rumenta sotto l’occhio delle telecamere, mille euro di multa e fermo veicolo
Pesante sanzione per un uomo immortalato in strada Borgo Tinasso. Il comandante Asconio: «Le nuove norme ci danno strumenti più incisivi e noi li useremo»
Sanremo. Sanzione amministrativa da mille euro e fermo del veicolo per 30 giorni. È il conto salatissimo presentato dalla polizia locale di Sanremo a un uomo immortalato lunedì scorso dalle telecamere mentre “lanciava” sacchi di rumenta indifferenziata nei pressi dei cassonetti riservati ai residenti in strada Borgo Tinasso. Le immagini della videosorveglianza cittadina, esaminate dal comando di via Giusti, ricostruiscono con chiarezza la scena: il veicolo che si ferma nei pressi dell’isola ecologica del quartiere, il conducente che scende, apre il portellone e, invece di utilizzare correttamente i contenitori chiusi a chiave, scarica e letteralmente lancia più sacchi di rifiuti lasciandoli a ridosso dei cassonetti. Un comportamento doppiamente scorretto, perché viola sia le regole della raccolta differenziata, sia il divieto di abbandono della rumenta sul suolo pubblico.
Il caso rientra a pieno titolo nel nuovo quadro normativo entrato in vigore a ottobre, che ha irrigidito in modo significativo il sistema sanzionatorio per chi abbandona rifiuti. Il riferimento è all’articolo 255 del decreto legislativo 152/2006, Testo unico dell’ambiente: per l’abbandono di rifiuti urbani nei pressi dei contenitori stradali le sanzioni amministrative vanno oggi da 1.000 a 3.000 euro, con possibilità di aumento in caso di recidiva. Non solo: la stessa norma prevede che, quando per il conferimento illecito vengono utilizzati veicoli, è possibile la sospensione della patente da 1 a 4 mesi se disposta dal giudice nel caso di sanzione penale, oppure, come avvenuto nel caso sanremese, il fermo del veicolo per 30 giorni disposto dalla municipale. È proprio quest’ultima la procedura attivata dal comando di polizia locale matuziano.
Il legislatore è intervenuto anche sulle ipotesi più gravi di abbandono, come il conferimento di mobili o altri materiali ingombranti vicino ai cassonetti: per i privati cittadini l’abbandono di rifiuti non pericolosi è ora configurato come reato contravvenzionale, con ammende da 1.000 a 10.000 euro, mentre per imprese ed enti la forbice va da 3.000 a 27.000 euro e, nei casi più seri, da sei mesi a due anni di arresto. Un segnale preciso verso gli abbandoni compiuti da artigiani e operatori economici che scaricano rifiuti sulle aree pubbliche invece di smaltirli correttamente.
Un altro punto chiave, sottolinea il comandante Fulvio Asconio, riguarda le modalità di accertamento: le violazioni possono essere contestate anche senza fermo immediato, utilizzando gli impianti di videosorveglianza come mezzi di prova (quando gli occhi elettronici sono segnalati da apposita cartellonistica), con successiva identificazione e notifica. «Il legislatore ha usato la mano forte per cercare di contenere un fenomeno che non riguarda solo il nostro territorio, ma tutto il Paese – spiega –. È stato anche modificato anche l’articolo 15 del Codice della strada, introducendo una specifica fattispecie che, in caso di abbandono di rifiuti sulla sede stradale, prevede una sanzione da 216 a 866 euro e l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi per chi viene sorpreso».
Asconio ricorda come strada Borgo Tinasso sia una delle aree monitorate con maggiore continuità: «L’attività viene svolta con impegno da polizia locale, ispettori ambientali di Amaie Energia e Rangers d’italia. Stiamo concentrando i controlli nei punti dove riceviamo più segnalazioni e dove la maleducazione è ancora molto presente. Dal mio insediamento abbiamo messo nel mirino i furbetti dei rifiuti con controlli mirati e blitz nelle zone più critiche. Le nuove norme ci danno strumenti più incisivi e noi li useremo: l’obiettivo è colpire in modo chirurgico chi sporca e non rispetta le regole, perché il rispetto dell’ambiente urbano è un diritto di tutti e il conto dell’inciviltà è a carico dell’intera collettività».

(In copertina la scena immortalata dalla polizia locale. Qui sopra il comandante Fulvio Asconio)











