Logo

Undici immobili strategici, nuova scuola d’arte, alloggi per studenti e sdemanializzazione: quattro anni di lavoro per un accordo che ridisegna il futuro

Imperia. «A chi appartengono i beni pubblici? A tutti i cittadini». Con queste parole il sindaco Claudio Scajola ha aperto questa mattina, nella sala consiliare del comune, la presentazione dell’accordo tra Agenzia del demanio, Comune e Provincia nell’ambito del Piano Città degli Immobili Pubblici, uno dei primi in Italia e primo in Liguria, dedicati alla gestione condivisa del patrimonio pubblico.

Al centro dell’intesa figurano beni strategici per la città: la caserma Crespi, i capannoni di Borgoprino, il fabbricato della motorizzazione ai Piani, il deposito franco di Oneglia, l’ufficio delle dogane, la stecca dell’argine destro destinata alla nuova scuola d’arte e l’ex immobile dell’Igiene, dove sorgeranno alloggi per circa 70 studenti universitari, di cui 20 riservati ai più meritevoli.

Durante la conferenza, il sindaco e presidente della provincia ha sottolineato la portata innovativa del piano: «Considerandomi un innovatore per mentalità, devo dire che il demanio ci ha surclassato in questa visione nuova di utilizzo dei beni pubblici nella nostra città. Il piano si fonda su un principio semplice ma profondo: essere più avanti degli altri per competere, altrimenti si soccombe».

«Le ragioni per cui è stata selezionata Imperia – ha aggiunto – mi hanno reso orgoglioso come sindaco: il senso di appartenenza a questo territorio è forte e ne sento l’onore e l’onere. Imperia firma oggi questo accordo perché è considerata una città che vuole guardare al futuro con fiducia, verso una rigenerazione urbana che esalti l’autenticità del nostro luogo».

Alessandra dal Verme, direttrice agenza del demanio, ha affrontato il tema, molto atteso, della linea demaniale: «Garantisco alla città di Imperia che lavoreremo sulla questione della linea demaniale e sulla possibile sdemanializzazione del bene su cui la città ha investito, trasformando un’area di mare in terreno. Innovare è ciò che ci siamo imposti come Agenzia del demanio: dare centralità all’utenza rispetto alla mera centralità del bene. Una nuova cultura del demanio deve valorizzare gli immobili per la comunità, unendo identità e innovazione».

L’intesa punta ora a rispondere alle esigenze logistiche delle pubbliche amministrazioni e a offrire nuovi spazi e funzioni ai cittadini: «Abbiamo individuato un primo portafoglio di 11 immobili. È un passo che permetterà alla città di recuperare il pieno utilizzo di aree oggi demaniali e di definire il futuro di edifici chiave».

Un progetto frutto di quattro anni di lavoro congiunto che introduce un nuovo modello di utilizzo e valorizzazione degli immobili statali e comunali pesso sottoutilizzati, che attraverso permute, comodati d’uso e trasferimenti di proprietà, diventeranno sviluppo per la città.