Il sindaco caccia Martinetto dalla Fondazione Chiappori: «Una ripicca, ma ufficialmente ci sono ancora»
Dal 2019 nella Rsa di Latte, da presidente della Fondazione aveva riportato la gestione “in casa”
Ventimiglia. «Ufficialmente sono ancora consigliere nel Cda della Fondazione Chiappori, non mi è stato notificato nulla». A renderlo noto è il consigliere di minoranza a Ventimiglia, Domenico Martinetto (Federazione Civica con Ventimiglia nel Cuore), a cui venerdì scorso, al termine del consiglio comunale, il sindaco Flavio Di Muro ha annunciato la revoca del suo incarico nel Cda, ufficialmente «per un rapporto di fiducia che è venuto a mancare».
Eppure, spiega Martinetto, «Ho sempre diviso la politica dalla Fondazione. L’amministrazione sostiene che non li ho tenuti informati dell’andamento della stessa, ma non è assolutamente vero. Tra l’altro ricordo che l’attuale presidente (Antonio Federico, ndr) è stato sì nominato dal vescovo, però mi risulta essere anche segretario provinciale della Lega: insomma, se non si fidavano più di me, potevano sempre chiedere a lui». E’ vero che Martinetto nel consiglio di amministrazione della fondazione, che gestisce la Rsa di Latte, rappresentava il Comune, però alla Chiappori il sindaco gioca comunque “in casa”, insomma.
Entrato nel 2019 nel comitato strategico della Fondazione Chiappori, dall’anno successivo Martinetto ha fatto parte del cda della stessa, che lo ha nominato presidente. Ruolo, questo, che ha svolto fino al suo ingresso in consiglio comunale. «E’ incompatibile», gli è stato detto. E lui ha fatto un passo indietro, ma è rimasto nel Cda come consigliere.
Un ruolo, tra l’altro, che ricopre, e ha sempre ricoperto (anche da presidente) a titolo totalmente gratuito. Anzi, i parenti dei degenti lo sanno: di soldi, Martinetto, semmai ce ne ha rimessi. Quando la casa di riposo era gestita da una cooperativa, a seguito dell’affitto del ramo d’azienda, era l’allora presidente della Fondazione a pagare di tasca propria affinché gli anziani ospiti potessero avere a tavola pane fresco invece che pan carré confezionato. E chi ha vissuto con un anziano lo sa: il pane che manca in tavola fa riaffiorare dolorosi ricordi di chi, ai tempi della guerra, il pane lo sognava.
Senza contare le feste di compleanno per gli anziani: se soli, senza parenti prossimi, a far trovare una torta guarnita con le candeline, era sempre Domenico Martinetto.
Alla Chiappori, nel 2022, è riuscito a riportare la gestione a capo della Fondazione dopo aver trascinato in causa la cooperativa sociale Punto Service per inadempienze. Il Tribunale di Imperia gli ha dato ragione e oggi la gestione è tornata in capo alla Onlus, con tutto ciò che ne comporta per i diritti di chi lavora al suo interno, oltre ché per il benessere degli anziani ospiti.
La decisione di “eliminare” Martinetto è arrivata dopo che lo stesso, nel suo ruolo di consigliere comunale, ha sollevato la questione del cronoprogramma dei lavori di Anas al valico di frontiera di Ponte San Ludovico. E’ stato il primo, infatti, a rendere noto alla cittadinanza che dopo i quattro mesi di chiusura totale, ce ne sarebbero stati altri otto a senso unico. La Lega sostiene che sia una coincidenza e che la decisione presa dal sindaco sia frutto di una attenta riflessione maturata nel tempo, «ma i tempi e i modi sono stati alquanto inopportuni», dichiara il consigliere. «Di Muro ha voluto dimostrare ancora una volta che il sindaco è lui e decide lui, ma io credo che dovrebbe prendere decisioni su altro, piuttosto che pensare a Martinetto».
«In consiglio comunale ho fatto una domanda precisa con documenti precisi in mano, ma alla fine non hanno risposto – aggiunge -. Capisco che la miglior difesa è l’attacco, probabilmente è per quello che l’unica risposta che ho ricevuto dal sindaco è stata quella della revoca dell’incarico. Sono scomodo, ma non sono un nemico: ho semplicemente svolto il mio ruolo di consigliere avendo in mano documenti che mi ero fatto dare dalla prefettura».
La notizia della revoca del suo incarico dal Cda della Chiappori ha suscitato grande clamore a Ventimiglia, con centinaia di commenti a suo favore. «Ringrazio i colleghi del Pd e l’ex sindaco Gaetano Scullino per le attestazioni di stima, ma soprattutto i tantissimi cittadini che, in privato e sui social, mi hanno espresso la loro vicinanza. Ad applaudire il sindaco, dopo il suo discorso in consiglio comunale, invece erano in quattro e tutti e quattro ex candidati del centrodestra alle passate elezioni comunali: non lo commento, volevo solo sottolinearlo».
«In ogni caso – conclude – Anche se mi toglieranno il ruolo da consigliere del Cda, non potranno vietarmi di tornare alla Rsa da volontario. La poltrona non mi interessa, quello che conta è l’affetto e quello si può donare e ricevere anche senza una “carica”».




