Il Principato di Monaco in festa
Sul promontorio del Rocher, si è svolta la tradizionale cerimonia per la celebrazione che ha visto la partecipazione della Fanfara del 3° Reggimento dei carabinieri della Lombardia
Monaco. Sul promontorio del Rocher, nel cuore del Principato di Monaco, si è svolta ieri la tradizionale cerimonia per la celebrazione della festa nazionale, in onore della famiglia principesca e dell’identità collettiva del Paese. Alla presenza della famiglia reale, l’evento ha offerto momenti solenni, ma anche spettacolari, di musica, sfilata e riconoscimenti istituzionali.
La mattina è iniziata con la presa d’armi nella Cour d’honneur del Palazzo reale, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle forze dell’ordine e dei corpi militari del Principato. Durante la cerimonia, alla presenza del sovrano Alberto II di Monaco, della principessa Charlène Lynette Grimaldi e dell’erede al trono Giacomo di Monaco, sono state conferite onorificenze a membri della Forza pubblica e del personale di Palazzo, mentre un coro introdotto a cappella ha intonato l’inno nazionale monegasco. Il giovane erede ha preso parte con disciplina all’evento, simbolo del passaggio generazionale all’interno della famiglia principesca.

Il momento clou è stato il tradizionale corteo militare in Place du Palais: carabinieri, pompieri, polizia e amministrazione penitenziaria hanno sfilato davanti ad una folla numerosa. Un’aggiunta di quest’anno: gli otto motociclisti carabinieri con doppio stendardo, segno della cura protocollare e del rigore che accompagna la festività.
La musica ha fatto da cornice vivace alla celebrazione: la partecipazione della Fanfara del 3° Reggimento dei carabinieri della Lombardia – giunta appositamente dall’Italia per celebrare i 150 anni della rappresentanza diplomatica monegasca in Italia – ha dato un tocco internazionale. Il repertorio ha spaziato dalla marcia trionfale dall’opera “Aïda” fino al “Funiculi Funicula” e all’”O Sole Mio”, trasformando la cerimonia in una vera e propria serenata al principato.

(Foto Ezio Cairoli)






