Forum ricuce con Sbezzo, l’assessore Pd valuta di lasciare il partito
A poco più di un anno dall’accordo al ballottaggio, i dem cercano un pretesto per rompere con Mager: sull’altare sacrificale l’assessore Artusi
Sanremo. Con le provinciali ormai alle porte — liste da depositare il 27 e 28 novembre, voto di secondo livello giovedì 18 dicembre — la partita politica si concentra su Sanremo, dove la decisione del sindaco Alessandro Mager di candidarsi o meno nella lista a sostegno del presidente uscente Claudio Scajola continua a tenere in sospeso gli equilibri della maggioranza civica allargata al centrosinistra che lo sostiene in aula. Mager, che a oggi non ha ancora sciolto le riserve, ha chiuso nel fine settimana il giro di confronti programmati e, complice la cerimonia dei Premi Semeria al Teatro del Casinò, ha incrociato anche Scajola, con cui sicuramente avrà avuto modo di affrontare l’argomento (vedi foto).
Sul versante opposto si è mossa l’assemblea provinciale del Partito Democratico, che ieri a Imperia ha messo a verbale tanto il calendario quanto la linea. Il nuovo segretario Pietro Mannoni ha riconosciuto che le provinciali “potrebbero creare delle situazioni di diversità accentuata tra i vari alleati”, ribadendo che il Pd correrà come lista alternativa alla gestione del centrodestra in provincia e che “bisogna capire anche il resto della coalizione sanremese come andrà a muoversi”. Tradotto: se Mager imboccherà la strada pro Scajola, il Pd dovrà decidere se restare nel perimetro della maggioranza sanremese o se segnare una spaccatura, candidando un proprio rappresentante nello schieramento alternativo.
Qui il quadro si fa più spigoloso. A Sanremo i dem sono stretti tra almeno tre impulsi. C’è la corrente “governista”, che ha sostenuto l’accordo al ballottaggio poco più di un anno fa e che guarda al patto di governo in città come a un vincolo da onorare. C’è un’area più insofferente, che vede nelle provinciali il grimaldello per rimarcare le differenze, mal digerendo l’iscrizione a Forza Italia di alcuni civici di Forum senza che, allora, fosse stata fatta esplodere la polemica. E c’è poi la dinamica, tutta interna, legata ai rapporti di forza provinciali: la corrente di maggioranza che ha portato all’elezione al congresso di Mannoni, con il consigliere regionale Enrico Ioculano e l’ex segretario Cristian Quesada tra i principali sostenitori, spinge per un momento di verità, ufficialmente per la presunta deriva centrodestrista di Mager (nonostante la sua eventuale candidatura in Provincia sarebbe più di servizio che identitaria) e, ufficiosamente, per regolare conti accumulati nel tempo.
In controluce si intravede la frizione tra l’assessore dem Lucia Artusi, in rotta di collisione con Confesercenti e il suo segretario provinciale Sergio Scibilia (ex Pd, già consigliere regionale) sulla pratica del rinnovo delle concessioni di mercato annonario e ambulanti. Una frizione che dialoga con antiche ruggini interne, dove il “bersaglio grosso” per una parte della vecchia guardia dei dem diventa il vicesindaco Fulvio Fellegara, ex candidato sindaco, accusato di aver alzato troppo la testa in occasione delle scorse regionali, minando la candidatura di Quesada e facendo dormire qualche notte insonne anche a Ioculano. È una faida rimasta sotto il pelo dell’acqua che oggi riemerge con forza, al punto che — stando ai rumor di giornata — Artusi avrebbe preso talmente male alcune indiscrezioni di stampa da essere pronta a lasciare il Pd per approdare a un gruppo civico.
Su questo scacchiere si innesta il rimpasto annunciato da Mager per riequilibrare la rappresentanza delle forze della coalizione. L’innesto di una figura di Sanremo al Centro — con ogni probabilità l’ex assessore Silvana Ormea — al posto del rappresentante di Forum, Pino Sbezzo Malfei, era stato presentato come frutto di un’intesa tra le sigle della maggioranza. In casa Forum, però, quella lettura non è mai stata davvero metabolizzata. Anzi: nelle ultime settimane Sbezzo Malfei ha ritrovato il pieno sostegno del suo gruppo in Comune e, fuori da Palazzo Bellevue, anche di Forza Italia. Potrebbe perfino accadere che il sindaco veda il rebus risolto da solo per via politica: se il Pd dovesse sfiduciare Artusi, si libererebbe la casella per Ormea senza toccare Sbezzo, con la maggioranza che proseguirebbe la navigazione togliendo un ostacolo dall’agenda.
Il day after delle provinciali apre poi un capitolo non secondario. Con la scontata riaffermazione di Scajola, su Sanremo tornerebbe il tema delle tessere azzurre. Si parla, a voce sempre più alta, di nuove adesioni a Forza Italia: Sbezzo Malfei — che fin qui aveva evitato la formalizzazione proprio per non creare un nodo politico a Mager — potrebbe compiere il passo, e non sarebbe l’unico. Nel totonomi rimbalza anche l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Donzella. Un’eventuale migrazione di amministratori verso Forza Italia ridisegnerebbe i pesi interni alla coalizione civica, chiamando il sindaco a un ulteriore esercizio di equilibrismo per tenere in bolla un gruppo che si era proposto senza simboli di partito, contro il blocco del centrodestra guidato dal senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino.
Il conto alla rovescia corre. Tra il deposito delle liste a fine mese e il voto ponderato del 18 dicembre, la scelta di Mager e la linea del Pd determineranno il perimetro della nuova geografia comunale e, con essa, la stabilità del laboratorio sanremese. Se l’uno sceglierà di salire sul “treno dei sindaci” e l’altro di marcare una propria corsa, il rischio è un cortocircuito che investa Palazzo Bellevue già prima delle urne. Se, invece, prevarrà la logica del separare i piani, la Città dei fiori potrà arrivare alle provinciali senza strappi e con la forza dei numeri.

















