Finanziamenti pubblici, consigliere Zarbano: «Ecco come funziona davvero l’accesso ai fondi»
«Non arrivano “perché c’è il Sindaco”, ma perché ci sono bandi, e soprattutto perché gli uffici comunali fanno, spesso in silenzio e lontano dai riflettori, un lavoro impeccabile»
Imperia. «Una leggenda metropolitana di questi mesi, specialmente durante ogni seduta di consiglio comunale, ha un mantra ormai ricorrente: “tutti i finanziamenti arrivano grazie al Sindaco”. È una frase efficace dal punto di vista comunicativo, ma non completamente aderente al funzionamento reale della pubblica amministrazione. I finanziamenti — che siano europei, statali o regionali —non arrivano “per grazia ricevuta” o per merito di un singolo amministratore che grazie alle sue entrature trova una scorciatoia, ma perché esistono bandi pubblici, con regole precise, a cui i Comuni possono accedere solo presentando progetti solidi, completi, verificabili». Lo dichiara il consigliere comunale Luciano Zarbano di Imperia senza padroni.
«Gli enti beneficiari accedono ai fondi non “per vicinanza politica” o peggio grazie a vie traverse, ma perché soddisfano requisiti tecnici misurabili. La discrezionalità politica è ridotta al minimo — e in molti casi inesistente — in favore di criteri oggettivi e verificabili. Questo significa una cosa molto semplice: i fondi arrivano quando gli uffici comunali e i dirigenti lavorano bene.
Dietro a ogni euro ottenuto ci sono: progettisti che preparano relazioni tecniche complesse; dirigenti che firmano responsabilità pesantissime; funzionari che compilano documentazione, timeline, Cronoprogrammi, CUP, CIG e rendicontazioni; verifiche, controlli, certificazioni, scadenze rigide da rispettare.
È così in tutta Italia: nessun Comune prende un finanziamento “per simpatia” o perché il sindaco di turno lo chiede, favorito dalle amicizie. Si ottiene quello che si riesce a progettare e dimostrare. Attribuire l’intero merito esclusivamente ad una figura, peggio se politica, non è soltanto scorretto, ma rischia anche di oscurare il lavoro quotidiano dei dipendenti pubblici, che spesso operano con organici ridotti, sotto pressione, con scadenze serrate e responsabilità enormi. Riconoscere il valore degli uffici non è un dettaglio: è un atto di onestà verso la macchina amministrativa e verso i cittadini, che hanno il diritto di sapere come si ottengono davvero i finanziamenti.
Solo per rispetto della verità, e del lavoro di chi ogni giorno permette al Comune di partecipare ai bandi e portare a casa risorse importanti che diventa doveroso dire con chiarezza che i finanziamenti non arrivano “perché c’è il Sindaco”, ma perché ci sono bandi, e soprattutto perché gli uffici comunali fanno, spesso in silenzio e lontano dai riflettori, un lavoro impeccabile. In un Comune che funziona, la politica orienta e gli uffici realizzano. È un equilibrio che non va distorto in nome della propaganda».


