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Duomo di Imperia gremito per l’addio a Giuliano Roberto Mascheroni

Il tecnico di Ventimiglia morto per l’aggressione subita in corso Genova

Imperia. Un applauso commosso ha accompagnato l’entrata nel duomo di Imperia del feretro di Giuliano Roberto Mascheroni: il tecnico dei registratori di cassa, di 66 anni, morto a seguito dell’aggressione subita il 26 ottobre scorso in corso Genova, a Ventimiglia, città in cui viveva e lavorava.

Il suo aggressore, Simone Pensibene, 46 anni, si trova in carcere: è indagato dalla Procura di Imperia di omicidio preterintenzionale.

La bandiera dell’Imperia Rugby, dove militava Mascheroni, appoggiata al feretro, portato in spalla da alcuni atleti. Tanta la commozione e anche la rabbia per la morte di un uomo che tutti ricordano come buono, pacato e generoso.

«Molte volte, come nel rugby, la vita è una lotta dura – ha detto il parroco nella sua omelia -. Molte delle cose che Dio mette in essere possono sembrare indecifrabili, misteriose, incomprensibili, ma l’importante è schiacciare la palla in meta al di là della linea. Ed è forse quello che ora sta facendo Giuliano, dopo il corpo a corpo violento, ora vince».

Dopo le esequie, la salma di Mascheroni è stata trasportata al cimitero di Roverino, a Ventimiglia, dove riposerà vicino alla compagna della sua vita, Patrizia La Marca, morta un anno e mezzo fa in circostanze tragiche: la donna era stata sbranata dal cane del fratello a cui stava dando da mangiare.