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Consegna prevista per il 31 maggio e inaugurazione il 22 agosto alla presenza di monsignor Broglio, arcivescovo e presidente della Conferenza episcopale americana

Santo Stefano al Mare. Procedono spediti i lavori per il nuovo asilo infantile Regina Margherita di Santo Stefano al Mare, realizzato dalla fondazione omonima e fortemente voluto da monsignor Umberto Toffani. Dopo il colpo di benna dello scorso 15 aprile, che aveva sancito la demolizione della vecchia fabbrica Lavezzoni, il cantiere è entrato nella fase delle rifiniture.

«Stiamo definendo i dettagli strutturali, come porte e finestre, per garantire la massima sicurezza e funzionalità – spiega don Umberto –. Dopo tanti anni di attesa, il sogno si sta finalmente concretizzando».

La consegna dell’edificio, che ospiterà la nuova scuola dell’infanzia, è prevista per il 31 maggio 2026, mentre l’inaugurazione ufficiale si terrà il 22 agosto alle 15.30, alla presenza di monsignor Timothy Broglio, arcivescovo e presidente della Conferenza episcopale americana, Arcivescovo Castrense cioè Ordinario Militare dell’esercito degli USA che con i sui collaboratori vescovi, sacerdoti e diaconi assicura l’assistenza spirituale e la cura pastorale dei militari e delle loro famiglie che vivono, per ragioni, di servizio, in ogni singolo del mondo e legato a Santo Stefano da un profondo rapporto di amicizia. Uomo di relazioni, mediatore, traduttore – in senso sia letterale che spirituale – monsignor Broglio fu interprete tra Bill Clinton e Giovanni Paolo II, segretario del cardinale Sodano, e oggi guida i vescovi americani. Insiene a lui sarà presente Monsignor Antonio Suetta, che sta seguendo con passione e competenza questa fase finale.

Il progetto prevede spazi moderni e accoglienti, tra cui una cucina con mensa dedicata a suor Giacoma, storica religiosa che ha cresciuto generazioni di bambini di Santo Stefano al Mare, e alcune sale destinate alla lettura e alle attività per i bambini. «Tante persone stanno collaborando con generosità – aggiunge don Umberto –. È un’opera che nasce dalla comunità e per la comunità».

Sono letteralmente “tempi biblici” quelli che hanno accompagnato la nascita del “nuovo” asilo di Santo Stefano. Dal 1993 a oggi si sono avvicendati quasi sette progetti diversi, tra idee futuristiche e tentativi di conservare il patrimonio industriale esistente. Quasi trent’anni, tre generazioni e una lunga attesa che ora sembra finalmente trovare compimento.

La sede, l’ex calzaturificio Lavezzoni, fondato nel 1926 era in piena attività durante la guerra fino al mancato saldo di un ordine di oltre 27mila paia di scarpe per l’esercito. Dopo la chiusura, si alternarono varie attività, ma col tempo l’edificio rimase abbandonato. Ora vi cresceranno presto le nuove generazioni di Santo Stefano al Mare: un simbolo concreto di rinascita e continuità.