L'intervento
|Di Muro convoca Nicolò e frena il blitz sulla sanità: «Il presidente dei sindaci va eletto, non imposto»
Incontro nella città di confine il 5 dicembre con l’assessore Nicolò e la giunta regionale: «Tutti i Comuni abbiano pari dignità, la Conferenza scelga il migliore»
Ventimiglia. Dopo il blitz sulla sanità che, con il maxi emendamento firmato da Claudio Scajola, sposta sul capoluogo Imperia la guida della conferenza dei sindaci dell’Asl1, dal Ponente arriva la voce di chi non ci sta a farsi trovare spettatore. È quella del sindaco di Ventimiglia ed ex deputato della Lega, Flavio Di Muro, che sceglie una strada diversa dal silenzio imbarazzato di molti nel centrodestra: mettere sul tavolo, nero su bianco, cosa non lo convince della riforma e chiamare la Regione a un confronto pubblico, a casa sua, il 5 dicembre.
Di Muro parte da una premessa di metodo: niente slogan, studio dei testi e confronto diretto con chi decide. «Leggo e sento di tutto sull’imminente riforma della sanità regionale. Io sono abituato ad approfondire, a studiare e, solo dopo, ad esprimere un parere quando non conosco appieno una materia. La sanità è una materia complessa e merita la dovuta attenzione, anche perché riguarda tutti noi, proprio tutti, specie chi soffre e ha bisogno di non essere lasciato solo. Per questo, in qualità di presidente del distretto sociosanitario n.1, che interessa il comprensorio intemelio, ho chiesto e ottenuto dalla giunta regionale un incontro a Ventimiglia, che si svolgerà il 5 dicembre. Verrà direttamente l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, accompagnato dai suoi tecnici, alla presenza dei consiglieri regionali, per un confronto diretto con diciotto sindaci».
Non una semplice passerella ma una sorta di “stati generali” della sanità del Ponente estremo. «Sì, proprio i sindaci, che non solo hanno alcune competenze in materia socio sanitaria, ma soprattutto rappresentano il primo interfaccia delle esigenze della popolazione. Devono essere — e sono sicuro saranno — tutti coinvolti nel procedimento decisionale di questa riforma in ogni suo ambito, perché la sanità è di tutti e per tutti. E penso in particolar modo alle problematiche che si riscontrano in alcune aree dell’entroterra o nelle zone di confine». Nel suo intervento, affidato ai social, Di Muro rivendica «stima e fiducia» per il presidente Bucci e per l’impianto generale della riforma («ho molta stima e fiducia in quanto ho già potuto leggere di questa riforma e dell’amministrazione del presidente Bucci»), ma su un punto fondamentale si smarca apertamente dal maxi emendamento che porta la firma di Scajola: il meccanismo di scelta del presidente della Conferenza dei sindaci.
Qui la linea è netta: «Su alcune questioni, però, voglio esprimere già un pensiero: tutti i sindaci hanno parità di ruolo. Per cui, nell’organismo di rappresentanza e confronto che verrà istituito nei rapporti con l’ente regionale, il presidente della Conferenza dei Sindaci, a mio modesto parere, deve essere eletto dagli stessi. Sono per la democrazia e per la meritocrazia: ovvero, si è scelti senza voti ponderati o imposizioni di legge, ma con una votazione semplice in cui ogni Comune abbia pari dignità. E sono per la meritocrazia nel senso che, se tra noi oggi — o nel momento del voto — vi sarà un sindaco che ha spiccate competenze in materia sanitaria per via delle sue esperienze amministrative o professionali, è a lui che dobbiamo affidare la guida. Che sia di un grande comune o di un piccolo comune poco importa: l’importante è scegliere il migliore». È, in sostanza, la stessa filosofia che il Comune di Sanremo aveva provato a difendere in sede Cal chiedendo che la presidenza non fosse automatica per il capoluogo, ma espressione di un voto dei sindaci. Di Muro, pur sedendo nella stessa squadra provinciale di Scajola e pur non citando mai direttamente lo scontro Imperia–Sanremo, si accoda di fatto alla richiesta di correggere la norma sul punto più sensibile per il Ponente: chi guida la cabina di regia della sanitàlocale.
Nella parte finale del suo intervento, il sindaco di Ventimiglia riporta il discorso sul suo territorio, quello del Distretto 1: «Questo, infine, è anche il momento per rimarcare quanto — e qui lo dico da sindaco di questo comprensorio — sia fondamentale mantenere i servizi attuali, anzi potenziarli, e garantire uno sviluppo coerente con la riforma per l’ospedale di Bordighera (non è un mistero che per Scajola sia un doppione da abolire). Il nostro nosocomio ha superato i momenti più difficili, e ora sta iniziando a erogare servizi di qualità. Il pronto soccorso, in particolare, deve essere al centro della nostra attenzione. Su questo non c’è posizione politica, di lista, di partito, di convenienza, che possa farmi cambiare opinione. Ma sono certo — come è già stato detto — che la Regione Liguria terrà in considerazione il nostro territorio che non può, e non deve, essere considerato come l’ultimo avamposto dell’Impero».






