Comuni montani, ok dai sindaci al nuovo riconoscimento
Brizio: «Una classificazione che può davvero aiutare contro spopolamento e perdita di servizi»
Imperia. L’assemblea dei sindaci della provincia ha approvato nel pomeriggio l’ordine del giorno dedicato al riconoscimento e alla promozione dei comuni montani, previsto dalla legge 12 settembre 2025 n. 131. Il documento, al centro dei lavori, definisce la posizione dei sindaci in vista dei decreti attuativi che stabiliranno criteri, parametri e benefici destinati ai territori montani.
Il provvedimento, illustrato dal consigliere Eliano Brizio, è stato indicato come prioritario nella pianificazione dei prossimi mesi, anche alla luce delle ricadute concrete sul mantenimento dei servizi essenziali e sulla capacità dei piccoli comuni di contrastare spopolamento, invecchiamento demografico e rarefazione dei presidi pubblici.
In apertura il presidente Claudio Scajola ha sottolineato l’esigenza di una maggiore attenzione istituzionale: «Serve essere più vigili, accorgersene prima mentre le norme si formulano. Ora dobbiamo intervenire con una proposta per migliorare il testo, chiedendo al ministero competente le modifiche necessarie. Quando si prende un impegno pubblico significa lavorare, studiare e portare le proprie ragioni».
L’ordine del giorno richiama la necessità di applicare, nella definizione dei comuni montani, i primi due parametri previsti dalla legge – altimetria e pendenza – integrati da elementi socioeconomici, così da includere un numero più ampio di realtà che, pur non rientrando rigidamente nei criteri morfologici, condividono esigenze e difficoltà tipiche delle zone montane.
Il documento passa inoltre in rassegna gli effetti concreti che una corretta classificazione porterebbe ai comuni interessati: mantenimento dei presidi scolastici, agevolazioni fiscali per sostenere imprenditoria e sviluppo economico, incentivi alla ristrutturazione delle abitazioni, misure di contrasto allo spopolamento, crediti d’imposta per i presidi sociosanitari, agevolazioni per il lavoro agile nelle aree più difficili da raggiungere, interventi dedicati alla tutela del territorio e della biodiversità per ridurre il rischio idrogeologico.
Secondo l’assemblea, la mancata classificazione rischierebbe invece di produrre effetti opposti alle finalità della legge, aggravando le difficoltà nel garantire servizi, riducendo l’attrattività per giovani famiglie e lavoratori e indebolendo ulteriormente la coesione sociale.
In Liguria, la condizione di montanità non dipende esclusivamente dalla morfologia ma da problemi strutturali legati all’accesso a scuola, sanità, trasporti e servizi pubblici: un quadro segnato da spopolamento, costi elevati e crescente complessità amministrativa.
Attualmente in Italia i comuni totalmente montani sono 4.062, di cui 3.419 con oltre l’80% della superficie sopra i 600 metri, a cui si aggiungono 643 comuni parzialmente montani. La legge riconosce alle zone montane un interesse nazionale strategico legato alla tutela dell’ambiente, delle risorse naturali, della biodiversità, del paesaggio e dell’identità locale.
L’obiettivo – conclude il documento approvato oggi – è garantire ai cittadini delle aree montane pari accesso ai servizi essenziali, sostenere l’economia locale e contrastare in modo efficace lo spopolamento. L’ordine del giorno sarà trasmesso al presidente del Consiglio dei ministri, al presidente della Regione Liguria e a tutti i sindaci della provincia.

