C’è il Maccabi, ed è un impegno serio.
Monaco. Dopo una settimana perfetta, con un en plein di vittorie contro le corazzate greche in Eurolega e col Limoges in campionato, per il Roca Team è il momento di rimettersi in viaggio, questa volta per andare a Belgrado e giocare col Maccabi, grande di Eurolega ma che in questo momento gode di una classifica non proprio ideale.
Ma tocca alla più bella novità vista a Limoges, Yoan Makoundou, al rientro dopo l’infortunio alla spalla, chiarire subito cosa Monaco si deve attendere domani sera: “Il Maccabi è squadra talentuosa, mi verrebbe da dire focosa, è squadra di cui non ci si deve fidare, il pericolo verrà da ogni parte, sappiamo che il punto per noi sarà imporre la nostra difesa”.
Nonostante un avvio difficoltoso, il Maccabi rimane una squadra che sa essere pericolosa ( per informazioni chiedere Hapoel Tel Aviv, capolista ma anche strapazzata nel derby ), allenata veramente bene da Oded Kattash, con giocatori importanti come Lonnie Walker, e in grado di creare pericoli continui perchè, parole di coach Spanoulis, “ è una squadra molto talentuosa, può segnare con molti giocatori, e gioca ad alto ritmo; hanno velocità in attacco, molti giocatori con tanto atletismo, e come già detto molto talento. Dobbiamo solo giocare la nostra partita, col nostro stile, ed essere molto concentrati fin dall’inizio, non è secondario”.
In realtà in una stagione come questa, tra campionato nazionale ed Eurolega il carico fisico è altissimo, ci sono anche molte ore di viaggio, quindi è importante poter disporre di tutto il roster, di avere più alternative, e poter contare su una rotazione più ampia sotto canestro è fondamentale e, parole e musica di Yoan Makoundou, “mi sento bene, posso ritrovare le sensazioni in campo con i miei compagni, e questo mi ha fatto piacere, ho lavorato bene per rientrare in modo corretto”.
Non sarà facile, considerando anche la tradizione di squadra battagliera ed orgogliosa che da sempre contraddistingue il Maccabi, che come ci piace definirlo “non muore mai”; e se anche le tragiche vicende degli ultimi due anni hanno costretto gli israeliani a giocare in campo neutro, restano compagine pericolosa e capace di giocare fino all’ultimo le partite, dato che diverse loro sconfitte sono maturate in finali abbastanza roventi e combattuti.
Ed alla fine la chiusura spetta come da copione a coach Spanoulis, che alla domanda anche un pò maliziosa sul perchè nelle ultime due partite abbia preferito Blossomgame a Mirotic in quintetto, risponde con perfetta sintesi e scelta di tempo che “dipende, ogni volta dipende dall’avversario, dalla situazione; per me non è questione di quintetto base, o di giocatori meno buoni, ho una squadra piena di buoni giocatori”.
E dopo le grandi vittorie della scorsa settimana, non c’erano dubbi; ma adesso testa solo a Belgrado, al Maccabi, e ad una partita da vincere per continuare a crescere e a migliorare.
Testo: Marco Ghisalberti
Video e interviste:
Luca Allegretti


