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Controlli intensificati dopo le ronde dei residenti: resta aperta la pista sui topi d’appartamento

Camporosso. È stato eseguito ieri sera a Camporosso, nei pressi del cavalcavia dell’autostrada, il fermo di un gruppo di cittadini stranieri intercettati dai carabinieri a bordo di un’auto con targa estera. Il veicolo, che procedeva in direzione Ventimiglia, è stato controllato nell’ambito dei servizi straordinari che l’Arma sta conducendo sul territorio dopo l’ondata di furti nelle villette della zona e l’avvio delle ronde spontanee organizzate dai residenti.

All’interno dell’auto sono stati trovati grandi borsoni neri, tutti colmi di merce nuova e ancora confezionata. In caserma, dove gli uomini sono stati portati per l’identificazione, i militari hanno inventariato il contenuto delle sacche: decine di profumi di marca, numerose bottiglie di superalcolici e altri prodotti di valore, probabilmente sottratti a negozi della zona. La refurtiva, molto eterogenea e non riconducibile ad abitazioni private, ha fatto subito propendere per la pista dei furti commerciali. Al momento non è stato possibile stabilire se il gruppo abbia un collegamento con la banda in tuta e mascherina che, negli ultimi giorni, è stata ripresa più volte dalle telecamere delle villette tra Camporosso e la collina di via dei Sospiri. Le immagini, ormai diffuse tra i residenti e oggetto di un’inchiesta dei carabinieri, mostrano soggetti specializzati nello scardinare porte e finestre, responsabili dei colpi messi a segno nelle notte del 10 e del 14 novembre, fino al caso più eclatante della cassaforte smurata in una villa isolata sopra la provinciale.

La serie di intrusioni aveva generato forte preoccupazione, alimentando un clima di tensione culminato con l’avvio di pattugliamenti volontari notturni, che il sindaco di Camporosso, Davide Gibelli, ha chiesto pubblicamente di interrompere per non compromettere l’attività investigativa in corso. Proprio questi, secondo la ricostruzione degli abitanti, hanno spinto il Comune e le forze dell’ordine a un coordinamento più serrato, incrementando posti di blocco e pattuglie nelle zone più esposte. Sono ora in corso verifiche incrociate tra le denunce presentate dai commercianti e la refurtiva recuperata, mentre gli investigatori stanno analizzando telefoni, spostamenti e contatti dei fermati per capire se possano avere avuto un ruolo anche nei sopralluoghi e nelle incursioni nelle villette di Camporosso.