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Blitz di Scajola sulla sanità, Mager si appella a Bucci: «Non cancellate il peso di Sanremo»

Il commento del primo cittadino, che si è appena visto scivolare via dalle mani la presidenza della conferenza dei sindaci Asl1

Sanremo. La riforma della sanità ligure, nata a Genova con il marchio della giunta Bucci, è arrivata nel Ponente come uno schiaffo politico e istituzionale. A meno di ventiquattro ore dalla pubblicazione su Riviera24.it dei retroscena sulla seduta del Consiglio delle autonomie locali (Cal) che, ieri, ha dato il via libera al maxi emendamento targato Anci–Scajola, il sindaco di Sanremo Alessandro Mager rompe il silenzio e lancia un appello diretto alla Regione. Rientrato oggi da Malta, dove era impegnato in un viaggio istituzionale, Mager mette in fila il ragionamento che ha portato Sanremo a votare contro la proposta di modifica approvata dal Cal: «La ratio della norma attualmente in vigore prevede di attribuire maggiore rappresentanza con la presidenza della Conferenza dei sindaci là dove si concentra in misura maggiore il bisogno sociale e sanitario, e quindi al comune capofila del distretto più popoloso. Così è sempre stato finora, e così avviene in tante altre Regioni. L’emendamento proposto dal Cal, che va ad attribuire in maniera prioritaria e diretta la presidenza al sindaco del capoluogo di provincia contraddice lo spirito di questa norma e per questo abbiamo votato contro la riforma. Mi auguro che la Regione, che in ultima istanza dovrà esprimersi sugli emendamenti proposti, possa tenere conto di questi rilievi di buon senso».

Con il voto di ieri, Sanremo, che per storia e numeri è sempre stata il baricentro del distretto sociosanitario più popoloso dell’Asl1, vede scivolare la presidenza della Conferenza dei sindaci verso Imperia, dove siede Claudio Scajola, proponente del maxi emendamento in qualità di vicepresidente Anci Liguria, presidente della Provincia e sindaco del capoluogo. Se il consiglio regionale confermerà la riforma, sarà lui a guidare il tavolo che decide indirizzi e priorità sul fronte ospedali, reparti, punti nascite, nuovo nosocomio unico di Taggia. Il voto del Cal, 15 favorevoli contro 12 contrari, è appeso a pochi numeri e porta con sé una serie di conseguenze politiche che oggi infiammano le chat dei partiti e i commenti sui social, dove a scrivere sono anche ex sindaci della Città dei fiori, come Maurizio Zoccarato (“non è sempre stato così”), e acerrimi nemici dell’ex ministro, come il consigliere dem in Comune a Imperia, Ivan Bracco. A pesare, nel campo imperiese, è stato soprattutto il sì di Molini di Triora (che fa parte del distretto socio sanitario sanremese): a rappresentare il Comune in seno al Cal c’era il delegato del sindaco Manuela Sasso, consigliera provinciale nella squadra di Scajola, espressione di Fratelli d’Italia. Un dettaglio che pesa, visto che Sasso, nella vita privata, è la compagna del senatore Gianni Berrino, volto di punta del partito di Giorgia Meloni nel Ponente, già assessore nella giunta Bottini a Sanremo ed ex candidato sindaco.

FdI Sanremo Berrino Lombardi

Accanto a quel sì, ha sorpreso l’assenza al momento del voto del sindaco di Camporosso Davide Gibelli (Pd), che ha seguito la discussione ma non ha partecipato alla votazione finale. La matematica, qui, è spietata: se Sasso avesse votato no e Gibelli si fosse allineato al no di Sanremo, il conteggio si sarebbe fermato a 14 favorevoli e 14 contrari, spaccatura perfetta sul maxi emendamento. La “sponda” di Fratelli d’Italia al pacchetto Scajola ha alimentato più di un interrogativo. Non solo per il legame politico tra Sasso e Berrino, ma anche per il ruolo dell’assessore regionale Luca Lombardi, che quando sedeva all’opposizione era stato tra i più battaglieri difensori dell’ospedale Borea, dei suoi reparti e del punto nascite. Oggi quella stessa sanità rischia di finire sotto una regia lontana da Sanremo. Berrino e Lombardi, interpellati da Riviera24.it, hanno scelto il silenzio. A parlare, invece, è la capogruppo di Forza Italia a Palazzo Bellevue, Patrizia Badino, protagonista di una situazione paradossale: all’opposizione in Comune mentre tre consiglieri iscritti al suo stesso partito siedono nella maggioranza di Mager. «Di certo non sono buone notizie. Mi sembra di vedere perdere pezzo per pezzo l’importanza di Sanremo. Vedi il tribunale, adesso rischiamo di perdere anche quel po’ di autonomia che avevamo sulla sanità. Sanremo dovrebbe avere un altro peso. Invece continua a perdere pezzi a vantaggio di Imperia. Mi viene da pensare che dobbiamo tenerci stretto il Casinò. Non sia mai che Imperia riesca a portarci via anche quello», commenta, dando voce a un sentimento diffuso in città.

Più sfumata, ma non meno significativa, la posizione della Lega. Il segretario cittadino Daniele Ventimiglia, consigliere comunale e uomo di punta del Carroccio sanremese, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali. Da ambienti leghisti filtra però un giudizio critico sulla mossa di Scajola: spostare in modo strutturale il baricentro delle decisioni sulla sanità verso Imperia non è musica per le orecchie di chi governa un territorio di confine che vive sulla propria pelle i problemi di mobilità, servizi e liste d’attesa. Anche perché se il timone passerà in mano a Claudio Scajola, non è detto che l’ospedale Saint Charles di Bordighera permanga. L’ex ministro ha già detto pubblicamente che se ci sono degli ospedali “doppione”, questi vanno eliminati. Non è escluso che Ventimiglia, con il suo ex deputato e sindaco, possa farsi promotore di un’iniziativa per chiedere una correzione della norma “ad hoc” che penalizza Sanremo a vantaggio del capoluogo di provincia.

Sul fondo resta il grande paradosso politico: tra meno di un mese, nell’elezione di secondo livello per il rinnovo del consiglio provinciale, Mager sarà uno dei volti di punta della lista pro Scajola. A poche settimane da quel voto, però, si ritrova a guidare una città che in sede Cal ha votato contro una proposta di riforma sanitaria cucita su misura per rafforzare il ruolo del presidente della Provincia. La palla scivola nelle mani del consiglio regionale e del presidente Marco Bucci, a cui Mager indirizza il suo appello: non trasformare una riforma nata per razionalizzare il sistema in un’operazione di centralismo che indebolisce i Comuni che portano sulle spalle il peso maggiore del bisogno sociosanitario. In gioco, per il Ponente, non c’è solo una presidenza formale. C’è il modo in cui i territori sentiranno ancora propria – o sempre più lontana – la sanità che li riguarda.

Scajola piglia tutto, la sanità passa ai capoluoghi. Sanremo vota contro

(In copertina i sindaci Mager e Scajola. A centro pagina i vertici di FdI a Sanremo)