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L’aneddoto è contenuto nel libro “Io sono Elettra” presentato dal suo autore, Marco Panella, ai Martedì letterari del Casinò

Sanremo. Un viaggio verso Sanremo costò a Guglielmo Marconi letteralmente un occhio della testa. L’aneddoto è contenuto nel libro “Io sono Elettra – Storia d’amore tra Guglielmo Marconi e la sua nave Elettra” presentato dal suo autore, Marco Panella, ai Martedì letterari del Casinò.

Siamo nel 1912: Marconi da Coltano in Toscana vicino a Pisa parte per Sanremo in automobile (una delle poche all’epoca) per un appuntamento con l’allora ministro delle Poste Calissano e, nei pressi di Spezia, in curva sull’Aurelia, è coinvolto a bordo del suo veicolo in uno scontro frontale con un’altra delle poche macchine in circolazione ai tempi in Italia (erano circa 15.000). Lo scienziato si ferisce ad un occhio e, dopo essere stato ricoverato prima a Spezia poi a Genova, l’occhio gli viene asportato chirurgicamente (senza anestesia) e sostituito con uno di vetro.

Alla presentazione del libro, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia ha partecipato anche il presidente nazionale dell’ANMI,  l’ammiraglio Pierluigi Rosati.  L’evento si è aperto con la prestigiosa copertina del Festival della Chitarra Classica affidata ai maestri Emiliano Leonardi e Iolyzaveta Pluzhko.

Io Sono Elettra. Armeggiando con la vela davanti alla costa livornese, ancora ragazzo, Guglielmo Marconi non può saperlo, ma la sua sarà una storia di mare. Livorno, la Manica, la regata di Kingstown, la Coppa America, l’oceano solcato tra la Cornovaglia e Terranova, gli esperimenti sul “Carlo Alberto”, la sua radio che salva vite dai naufragi. Poi c’è lei. Quando la incontra, nel 1919, Guglielmo è un uomo maturo, imprenditore di successo, italiano tra i più noti al mondo. Lei è più giovane, ha avuto una vita intensa e non ha ancora incontrato l’uomo della sua vita. È bellissima. Un colpo di fulmine. Lui la vede e capisce. Ha incrociato quella parte di destino che ancora gli mancava. La compra subito: un panfilo sulla cui fiancata, in alto a destra, c’è scritto “Rovenska”. Così si chiama, ma tutti hanno diritto a una seconda vita. Anche lei. Lei sarà “Elettra” e questo libro è la storia mai raccontata di quel grande amore.

Marco Panella (Roma, 1963), giornalista, curatore di mostre e festival culturali, esperto di storia del costume italiano, è un osservatore della Space Age vecchia e nuova e studia il perimetro etico dell’AI. Ha pubblicato Il cibo immaginario. Pubblicità e immagini dell’Italia a tavola, Pranzo di famiglia. Una storia italiana, Fantascienza. 1950-1970 L’iconografia degli anni d’oro, il thriller Tutto in una notte e la raccolta di racconti Di sport e di storie.