80 anni di Confcommercio a Imperia. Lupi: «Il commercio non va mai in pensione»
Dal dopoguerra a oggi: volti, negozi e idee che hanno tenuto vivo il cuore della città per otto decenni
Imperia. «Celebrare gli 80 anni di Confcommercio Imperia significa onorare la storia di migliaia di imprese che hanno contribuito a costruire l’identità economica del nostro territorio». Con questa riflessione, il presidente provinciale Enrico Lupi ha aperto una mattinata che ha segnato un traguardo storico per l’associazione, all’Auditorium della Camera di commercio. Un appuntamento dedicato alla memoria, alle imprese e al futuro del commercio locale, alla presenza del sindaco e presidente della Provincia Claudio Scajola, del senatore Gianni Berrino e del presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
Lupi ha ricordato come questi ottant’anni raccontino un comparto che ha saputo trasformarsi: «Tra il ’45 e il 2025 il mondo si è trasformato e con esso anche il modo di fare impresa. Le nostre attività, però, hanno saputo adeguarsi, innovarsi, restare al passo». E ha aggiunto un passaggio destinato a segnare la linea del suo intervento: «Abbiamo bisogno di una visione nuova, in cui il commercio non venga considerato attività residuale o, peggio, speculativa, ma riconosciuto per ciò che è: un protagonista della vivibilità urbana, della coesione, della socialità. I negozi sono presìdi, punti vitali della comunità».
Nel suo intervento, il sindaco Claudio Scajola ha sottolineato: «Dicono che sono un ottimista, perché ritengo che quelli che non ci arrivano a capire siano il 30%. E già così mi considero ottimista», ha esordito, ricordando quanto i cambiamenti climatici e le trasformazioni globali stiano incidendo sulla vita di tutti. Attraverso una riflessione sul ruolo della guida e della continuità, il sindaco ha marcato un punto: «Confcommercio, con Lupi, ha assunto un ruolo di grandissimo rilievo nella provincia di Imperia. Ogni realtà funziona quando c’è un pilota capace di portare avanti la nave». E, guardando al contesto attuale, ha aggiunto: «Sono tempi complicatissimi. Chi tiene in piedi un’attività lo sa: abbiamo creato un sistema in cui persino pagare le tasse è complicato. Alcuni passi avanti ci sono, ma resta un dato innegabile: gli ultimi trent’anni hanno corso più veloci dei tre secoli precedenti».
A seguire, il senatore Gianni Berrino ha riportato l’attenzione sul valore sociale e turistico delle imprese: «Confcommercio ha dimostrato in tutti questi anni di saper essere propositiva, di resistere ai tempi, di adeguarsi e di riuscire a dare ai cittadini il meglio possibile in una provincia così bella ma anche così difficile come la nostra. Per molti di noi che non siamo associati ma che siamo clienti, amici, persone vicine agli uomini e alle donne che formano Confcommercio, è un orgoglio poter fare gli auguri per questi 80 anni. È un orgoglio sapere che possiamo uscire di casa e trovare i servizi che ci permettono di vivere bene. È un orgoglio sapere che gli associati rappresentano un elemento fondamentale dell’attrattività turistica».
A chiudere la serie degli interventi istituzionali è stato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che ha introdotto una riflessione ampia sulla lunga storia economica del territorio: «Ottant’anni sono una cosa importantissima: bisognerebbe chiedersi quante persone hanno lavorato, quante famiglie sono vissute grazie al commercio e quale sia stata la ricaduta economica e occupazionale sul territorio. Sono numeri enormi, che raccontano l’importanza di associazioni come Confcommercio».
Bucci ha richiamato l’identità commerciale della Liguria: «Il commercio è stato il primo business naturale dell’uomo. La Liguria ha commerciato attraverso il mare per secoli: genoensis mercatoris non era solo un motto, era un’identità. Per noi questo modo di fare impresa è nel sangue». E, guardando al futuro, ha annunciato con forza il sostegno della Regione: «Vogliamo aiutare i commercianti, soprattutto nei piccoli comuni dell’entroterra. Per questo abbiamo introdotto un bando che paga l’affitto per cinque anni a chi mantiene o apre nuovi negozi nei borghi con meno di 1.500 abitanti. È un esempio concreto, e forse siamo l’unica regione in Italia a farlo».
80 anni di storia celebrati non come un traguardo, ma come un punto di ripartenza per un territorio che continua a credere nel valore del commercio e delle persone che lo animano ogni giorno.





