Ventimiglia, Di Muro risponde al comitato pro Pistoletto: «C’è chi predilige il disfattismo alla politica del fare»
«Ora lasciateci lavorare per il futuro della città»
Ventimiglia. «Anche a Ventimiglia, come nel resto d’Italia, c’è chi predilige il disfattismo alla politica del fare». Esordisce così il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro, nel rispondere al comitato spontaneo per piazzale De Gasperi che vorrebbe preservare il monumento formato da massi di Michelangelo Pistoletto, chiamato “Terzo paradiso”, nel piazzale alla valico di frontiera di Ponte San Ludovico.
«Lo ribadisco – prosegue il primo cittadino – Ponte San Ludovico va riqualificata. É il principale biglietto da visita, la porta d’ingresso, verso la nostra città e il nostro Paese. Meritiamo una piazza, più dignitosa, più pulita, più attrattiva. E lo vogliamo fare adesso, si è già perso troppo tempo in sterili dibattitti ideologici».
E ancora: «Al neocostituito Comitato per il Pistoletto dico: dove eravate? Dove eravate quando si lavorava sulla progettazione e sul finanziamento dell’intervento? Ora che si è pronti a partire con i lavori volete bloccarli e far perdere alla città oltre un milione di investimento di ANAS, che ringrazio sentitamente, riconosciuto per la prima volta a Ventimiglia? Dove eravate quando c’erano da valorizzare le pietre del Terzo Paradiso (che poi si è scoperto non essere neanche definita opera d’arte e neppure realizzata da Pistoletto) mentre veniva dimenticata e vandalizzata dalle scritte dei No Borders?»
«Mi dite poi che avrei dovuto confrontarmi con la popolazione prima di decidere? Avete proprio un senso distorto di democrazia – prosegue il sindaco – L’intervento risulta nel piano triennale delle opere pubbliche votato dal Consiglio Comunale, il progetto è stato approvato dalla Giunta, è nel programma elettorale con cui mi sono candidato e vinto le elezioni, con il consenso della maggioranza dei ventimigliesi».
«Chi dovrei ascoltare quindi? – conclude – Un Comitato corredato da una raccolta firme di esponenti notoriamente schierati politicamente, per di più residenti in altri comuni della provincia oppure fare fede all’impegno preso pubblicamente con i miei concittadini? Dai, siamo seri. Fine dei sondaggi, fine delle scuse. Ora lasciateci lavorare per il futuro della città»


