Logo

Da Sanremo l’esponente del governo Meloni attacca la Cgil e l’iniziativa che ha portato ieri allo sciopero generale: «Prossima volta al mercoledì, non di venerdì»

Sanremo. Nel pomeriggio di oggi, a margine dell’80° anniversario di Confartigianato Imperia, il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo (Forza Italia) ha scaricato una raffica di critiche sul sindacato Cgil e sul suo segretario generale Maurizio Landini, dipingendolo come un attore politico più che un difensore dei lavoratori. Bloccato dai cronisti all’ingresso dal Teatro dell’Opera del Casinò – dov’è intervenuto come ospite d’onore – Zangrillo ha smontato i dati sull’adesione allo sciopero generale di ieri, proclamato da Cgil e Usb, definendolo un “flop” nel pubblico impiego di sua diretta competenza.

Un 7% di partecipazione che, per il governo Meloni, diventa un’arma per ridimensionare l’opposizione sindacale e i circa due milioni di persone che si sono viste ieri nelle principali piazza della Penisola. Il cuore del botta e risposta si concentra sulla stoccata della premier Giorgia Meloni, che alla vigilia aveva liquidato lo sciopero con l’espressione “weekend lungo”, insinuando che la scelta del venerdì favorisse i “lavativi” di pubblico e privato. Zangrillo non solo ha sposato la linea della Premier, ma l’ha rilanciata con ironia tagliente, proponendo un “antidoto” per il futuro: spostare le proteste a metà settimana. Un messaggio che suona come una sfida al sindacato, accusato di inseguire l’agenda anti-governativa più che i diritti dei lavoratori.

A proposito del pubblico impiego, il ministro ha spiegato: «La scarsa adesione del pubblico impiego è il segnale che probabilmente i dipendenti pubblici non hanno compreso il significato di questo sciopero e tra i dipendenti pubblici ci metto anche il ministro, perché anche io non è che l’ho compreso tanto. Io penso che il ruolo del sindacato, visto che è uno sciopero indetto dal sindacato, sia quello di tutelare gli interessi dei lavoratori e francamente non capisco che cosa ci azzecca con la missione del sindacato questo sciopero. Comunque diciamo che i numeri parlano da sé, abbiamo avuto un’adesione, che, a mezz’ora fa, è ferma al 7%. Significa che da un lato non è stato compreso il significato di questo sciopero, dall’altro i dipendenti pubblici, ancora una volta, hanno dimostrato di essere sensibili alla necessità di garantire in giornate difficili i servizi essenziali ai cittadini».

E sul “weekend lungo” di Meloni, Zangrillo ha risposto a Riviera24 con un mix di adesione e provocazione: «La risposta che Landini può dare alla Premier è fare il prossimo sciopero durante la settimana invece che il venerdì. Io mi stupisco sempre del fatto che gli scioperi vengano indetti o il venerdì o il lunedì. Allora, Landini, se vuol dare una risposta secca alla Premier, la prossima volta lo faccia al mercoledì lo sciopero. Dopodiché, di nuovo faccio fatica a comprendere come Landini continui ad indicarsi come segretario generale del più grande sindacato italiano. È evidente che in questo momento non sta facendo il sindacalista, sta facendo politica. Legittimo, assolutamente legittimo, però dovrebbe farsi una riflessione per decidere cosa vuole fare da grande».

A proposito della crisi umanitaria, il ministro ha commento: «Credo che le manifestazioni per sottolineare solidarietà al popolo palestinese, per quello che sta accadendo in questi mesi, sono assolutamente legittime e quindi io condivido la preoccupazione per quello che sta succedendo in Palestina. Devo dire però che queste manifestazioni, compresa la brigata flotilla, non mi sembra che possano dare in concreto un grande contributo alla soluzione del conflitto. Probabilmente adesso si è aperta una via seria, che è il progetto dell’amministrazione americana sul quale sembra che Hamas stia facendo un ragionamento serio per accettarlo, e questo potrebbe rappresentare una prima luce su un percorso di pace che evidentemente dobbiamo cercare di perseguire il più fretta possibile».