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Il primo premio è stato assegnato al giovane pianista brasiliano Estefan Vergara

Sanremo. Si è conclusa ieri la sesta edizione del concorso internazionale dell’Orchestra Sinfonica “Rpm”, con il concerto che ha visto protagonisti i tre finalisti della prestigiosa competizione. Volto a sostenere i giovani talenti, l’evento di quest’anno ha visto coinvolti cinquantotto artisti di età compresa tra i 16 e i 32 anni, provenienti da venti differenti paesi.

Coloro che hanno avuto accesso alla finale sono stati Danil Tiurin, 17 anni, originario di Belgrado; Estefan Vergara Iatcekiw, 21 anni, nato in Brasile, e infine, il ventiseienne Tom De Beuckelaer, Olanda. I tre giovani pianisti – i quali sono già stati premiati tutti, più volte, in diversi concorsi internazionali – accompagnati dall’Orchestra diretta dal maestro Marco Mottadelli, si sono esibiti rispettivamente in tre sinfonie del repertorio pianistico russo: Tchaikovsky piano concerto no 1 op. 23 in B flat minor, Sergei Rachmaninov piano concerto no 3 in D minor op. 30, e P.I.Tchaikovsky piano concerto op. 23 no.1.

Il premio destinato al primo classificato ammonta a ottomila euro, più la possibilità di suonare, nel corso del mese di aprile 2026 e nella stagione del 2027, insieme all’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Per il secondo classificato, invece, il premio corrisponde a quattromila euro; tremila euro, infine, per il terzo. A seguito della votazione – effettuata sia dal pubblico sia da una giuria tecnica presieduta da Francesco Nicolosi – sul terzo gradino del podio sono saliti a pari merito Danil Tiurin e Tom De Beucklaer, mentre la vittoria è stata assegnata al brasiliano Estefan Vergara.

«Ringrazio la commissione, in quanto abbiamo affrontato questo concorso con grande coerenza e comunione di intenti. Quest’anno è stato molto impegnativo, ma di grande spessore artistico. Sono molto contento, questa competizione sta progredendo di anno in anno sempre di più, e per noi è motivo di grande orgoglio.» ha affermato il direttore artistico della Sinfonica Giancarlo De Lorenzo al termine del concerto.