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Sanremese post Moro, Masu e Quinteri condividono il timone. Indiscrezioni su un’offerta d’acquisto

Il presidente: «Esonero scelta mia, dettata dai risultati». Tobias Del Piero verso il rientro

Sanremo. Niente scosse di assestamento in casa Sanremese dopo il terremoto che ha portato all’esonero del ct Davide Moro. Le voci circolate nelle ultime ore su un possibile strappo tra il direttore sportivo Simone Quinteri e il presidente Alessandro Masu vengono smentite dai diretti interessati: i due confermano fiducia reciproca e, pur ammettendo una divergenza di vedute sulla rimozione del tecnico (voluto in estate proprio da Quinteri), assicurano che la questione è stata «subito chiarita». Alla base dell’esonero, ricordano dal club, ci sono le prestazioni deludenti in Serie D: biancoazzurri penultimi a 4 punti dopo 7 giornate, ancora senza vittorie. In panchina ora c’è Fabio Fossati, profilo esperto scelto personalmente da Masu.

Intorno alla società, però, rimbalzano anche indiscrezioni sulla proprietà. Secondo fonti accreditate, un gruppo vicino a Quinteri avrebbe messo sul tavolo un’offerta nell’ordine di oltre un milione di euro per rilevare la Sanremese: un’operazione che, nelle intenzioni, servirebbe anche a coprire una parte dell’esposizione del club e a riconoscere al patron una buonuscita in un momento sportivamente complicato. Masu nega con fermezza che siano arrivate proposte formali e definisce «poco credibili» i tanti abboccamenti avuti in questi anni. «La decisione di esonerare Moro è stata mia ed è unicamente motivata dai risultati deludenti», ha detto, intervistato, il presidente, che ha poi fissato i paletti sul fronte proprietà: «Dal 2021 non è mai arrivata un’offerta ufficiale». Quindi il passaggio sul rapporto con il ds: «Quinteri è una persona per bene, me l’ha presentato Alex Del Piero. È preparato e mi dispiacerebbe se andasse via. Non c’è mai stato, né ci sarà, un problema personale: abbiamo discusso dell’esonero, ma la scelta finale spettava al presidente, così come la chiamata a Fossati. Quinteri è il nostro direttore sportivo: se mi chiedesse di lasciare, ne parleremmo e sono certo che ci chiariremmo».

Masu ha anche raffreddato il dossier stadio – progetto rimasto impantanato tra bocciature amministrative e giudiziarie, con un ricorso ancora pendente al Consiglio di Stato sul primo dei tre project depositati –: «Lo stadio non è una priorità adesso. La priorità è risollevare la Sanremese: non merita di essere penultima». Una nota di cauto ottimismo arriva dall’infermeria: Tobias Del Piero, fermo per pubalgia fin dall’inizio del torneo, è sulla via del recupero. «Spero di vederlo presto in campo», ha concluso il patron.

Sul piano sportivo, Fossati eredita un gruppo falcidiato dagli infortuni — una decina i titolari ai box nelle prime settimane, tra cui il figlio del campione del mondo — e dovrà rinserrare le fila immediatamente per invertire una rotta che si è fatta pericolosa. L’obiettivo, ribadito dal presidente, è pragmatico: rimettere la Sanremese in carreggiata, lontano dalla zona calda, restituendo alla squadra continuità e identità. Per i conti e le strategie societarie, sarà il campo — e il prossimo mercato invernale — a dire se le rassicurazioni di oggi basteranno a blindare un equilibrio che resta, inevitabilmente, precario.

(In copertina, da sinistra Quinteri e il presidente Masu. A destra Djorkaeff, tra gli assi portati a Sanremo dal direttore sportivo)