Ruspista morto a Ventimiglia, folla ai funerali di Rocco Trimarchi
Sul feretro, la sua “divisa” del lavoro: la maglia dell’ufficio tecnico del Comune di Ventimiglia
Ventimiglia. Una folla commossa ha preso parte, nel pomeriggio di oggi, ai funerali di Rocco Trimarchi: l’operaio di 58 anni del Comune di Ventimiglia morto lo scorso 6 ottobre travolto dalla ruspa che stava guidando mentre si trovava in un sentiero di località Villattella, sulle alture di Latte.
Un dramma, sul quale la Procura di Imperia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Nella chiesa parrocchiale della Madonna Addolorata, in frazione Torri, a dare l’ultimo saluto a Trimarchi, molto conosciuto e benvoluto a Ventimiglia, oltre ai più stretti familiari c’erano il sindaco Di Muro, il vice sindaco Agosta, l’assessore Calimera e Catalano, i consiglieri Ascheri, Amarella, Ventrella, Scullino e Leuzzi, il comandante della polizia locale Villano, le squadre di cacciatori, il sindaco di Soldano ed ex collega di Trimarchi Fimmanò, i consiglieri regionali Sorriento e Ioculano.
«Oggi ci ritroviamo in questa chiesa con il cuore colmo di dolore e di incredulità. È difficile accettare che Rocco con la sua presenza serena e discreta non sia più tra noi», ha dichiarato il Parroco durante l’omelia, aggiungendo:
«La vita di Rocco è stata segnata dalla bontà, dalla semplicità, dalla mitezza. Non era originario di Torri ma come molti hanno detto è diventato l’uomo di Torri, per la sua capacità di legare creami sinceri, di farsi accogliere e accogliere a sua volta. Non è il luogo della città che fa di noi parte di una comunità, ma la qualità del nostro cuore e Rocco aveva un cuore buono, autentico.
Nel suo lavoro, in Comune, ha servito con serietà e rispetto alle attività, lasciando dietro di sé quella traccia di dedizione e di affidabilità: era l’uomo che non cercava di apparire, che preferiva il silenzio all’accesso di parole e la gentilezza alla forza.
Accanto al lavoro Rocco coltivava un profondo amore per la natura, amava il bosco, le colline, l’aria pulita. Come uomo di caccia sapeva osservare, ascoltare: virtù che appartengono a chi rispetta la vita. In quei momenti di silenzio e di pace Rocco si lasciava toccare da qualcosa di più grande: quella stessa presenza divina che ora è la sua luce eterna.
La morte di Rocco ci ricorda quanto la vita sia fragile ma al tempo stesso preziosa: ogni gesto buono, ogni parola gentile e ogni atto di affetto ha un valore eterno».
Sul feretro, la sua “divisa” del lavoro: la maglia dell’ufficio tecnico del Comune di Ventimiglia.






