Logo

Primo passo per comprendere come impostare in modo efficace il lavoro sul recupero del materiale fluviale

Vallecrosia. Si è tenuto questa mattina, nella biblioteca di Vallecrosia, l’incontro con i dirigenti del settore Idraulico della Regione Liguria, tra cui l’ingegner Boni, programmato in vista dell’applicazione della norma per il riutilizzo del materiale lapideo dei fiumi.

Una legge regionale e di natura consiliare che ha trovato la sua approvazione a maggio, volta a incentivare la difesa del suolo e offrire un sostegno concreto ai piccoli Comuni, spesso dotati di risorse limitate per la pulizia degli alvei fluviali.

All’incontro hanno preso parte, oltre ai consiglieri regionali Veronica Russo Armando Biasi, il sindaco di Vallecrosia e i primi cittadini di San Biagio della Cima, Soldano e Camporosso: amministratori dei territori direttamente interessati dalla gestione del torrente Verbone e del fiume Nervia, che hanno potuto confrontarsi con i tecnici ponendo l’accento sulle criticità, stato attuale e presenza di vegetazione nei corsi d’acqua, dalla quale deriva la necessità, sottolineata dai sindaci, di avere delle linee guida che orientino i tempi, i modi e le condizioni per attuare gli interventi necessari.

Al termine del confronto, il Nervia e il Verbone sono stati oggetto di un sopralluogo utile a comprendere come impostare in modo efficace il lavoro sul recupero del materiale fluviale.

«Il materiale lapideo crea sempre di più un problema ai sindaci, perchè oltre al taglio delle canne, che in realtà non risolve il problema del materiale che si deposita, i primi cittadini non hanno le risorse economiche per fare una manutenzione ordinaria», spiega il consigliere regionale Biasi, che aggiunge: «Sempre di più le risorse sono sufficienti dal Ministero degli Interni, dalla protezione civile per la messa in sicurezza spondale, però poi mancano le disponibilità economiche per fare una manutenzione di questa natura. La legge prevede -continua Biasi- che anche un soggetto privato, in accordo con un interesse pubblico, possa utilizzare questo materiale in una filiera corta, un’economia circolare, per ridurre i costi per i comuni».

Fondamentale, dunque, l’aspetto della disponibilità economica: un tema che ha portato il consigliere Russo a esprimere «l’opportunità di valutare la creazione di un fondo rotativo, che possa permettere, da un lato, a tutti i comuni di fare lo studio necessario per avere poi  le autorizzazioni all’esportazione del materiale lapideo  e dall’altro, in caso di attuazione della legge di compensazione in qualche modo far rientrare questo studio all’interno del business plan completo della compensazione e quindi Regione, allo stesso tempo rientrare di quelle somme per poter poi sviluppare altri studi su altri territori che ne hanno necessità: credo che anche in questo ambito, il fondo rotativo possa essere attuato».

Un incontro, «il cui obiettivo è stato proprio quello di iniziare un percorso di attuazione legato a una norma importante che parla dell’esportazione del materiale lapideo», ha specificato il consigliere regionale Veronica Russo, che ha aggiunto: «Credo sia fondamentale confrontarsi con il territorio, con i sindaci che sono quelli a contatto delle realtà locali e che possono non solo trasferire quelli che sono i messaggi della popolazione, ma anche le difficoltà in termini burocratici, di sviluppo o di attuazione delle normative».

Un incontro che, i sindaci hanno considerato «importante e costruttivo, per affrontare un problema che ogni anno deve essere affrontato con risorse di bilancio proprie perché le risorse provenienti non sono sufficienti a tenere i fiumi in maniera decorosa, anche sulla base del rischio alluvione»