Quando l’intelligenza artificiale aiuta le persone: al Club di Conversazione di Imperia un dialogo sull’inclusione
Andrea Senacheribbe e Lorenzo Landolfi, ricercatori dell’IIT di Genova, al Bar 11 per raccontare come l’intelligenza artificiale possa abbattere le barriere della disabilità
Imperia. Diventa sempre più un punto di riferimento per chi ama confrontarsi e capire il mondo che cambia, il Club di Conversazione di Imperia, che ogni settimana porta al Bar 11 temi talvolta “distanti”, rendendoli accessibili e vicini alla vita di tutti. Questa volta il dialogo è stato dedicato all’intelligenza artificiale, alle sue potenzialità e ai suoi limiti, ma soprattutto al suo lato più umano: quello dell’inclusione.
Protagonisti dell’incontro Andrea Senacheribbe e Lorenzo Landolfi, ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), che hanno accompagnato i presenti in un viaggio tra ricerca, etica e futuro, illustrando come l’intelligenza artificiale possa diventare uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità sensoriali.
«Oggi è stata una bellissima esperienza , – ha raccontato Andrea Senacheribbe – abbiamo parlato di intelligenza artificiale iniziando con un’introduzione sull’argomento per tutti, spiegando che cos’è l’IA, che cos’è ChatGPT e quali rischi comporta il suo utilizzo. Poi abbiamo approfondito la parte più specifica relativa alle nostre ricerche nel laboratorio all’Istituto Italiano di Tecnologia, dove sviluppiamo tecnologie per la disabilità e per l’inclusione, utilizzando proprio l’intelligenza artificiale come strumento per portare maggiore accessibilità nella società».
«È stata un’esperienza bella, divertente e appassionante – ha aggiunto Lorenzo Landolfi – abbiamo parlato di intelligenza artificiale e di come la applichiamo nei nostri studi per migliorare la vita delle persone ipovedenti o con disabilità. È stato un bel pubblico, con tante domande e curiosità».
Il confronto è poi proseguito con le riflessioni di Francesco Landolfi ed Enrico Lauretti, ideatori e curatori del Club di Conversazione, che hanno inquadrato il tema nel più ampio percorso di divulgazione portato avanti dal gruppo. Landolfi ha ricordato come l’intelligenza artificiale sia ormai entrata nel linguaggio quotidiano di tutti, spesso associata all’automazione e alla semplificazione del lavoro, ma che esiste anche un suo volto più profondo, quello dell’inclusione. Proprio da questa prospettiva, l’incontro di oggi ha offerto un’occasione per scoprire l’impegno dell’Istituto Italiano di Tecnologia nel campo della disabilità sensoriale, con ricerche dedicate in particolare alla cecità e alla sordità.
Lauretti ha aggiunto una riflessione più ampia sul valore di queste conversazioni, sottolineando come l’intelligenza artificiale debba essere vista come uno strumento per potenziare le capacità umane e non per sostituirle. Un progresso che richiede consapevolezza e partecipazione, temi che il Club di Conversazione continua a promuovere attraverso incontri sempre più seguiti e partecipati.





