Provinciali, il nodo Sanremo
Il sindaco Mager deve trovare un equilibrio per la propria coalizione civica allargata. Il presidente uscente Claudio Scajola al primo test dal rientro in Forza Italia
Sanremo. Le elezioni provinciali nell’Imperiese – consultazione di secondo livello in cui votano soltanto sindaci e consiglieri comunali, con voto ponderato per fasce demografiche – si terranno giovedì 18 dicembre. Lo ha confermato ieri il presidente uscente Claudio Scajola. Le liste dovranno essere depositate mercoledì 27 e giovedì 28 novembre. Due i seggi, a Imperia e Ventimiglia. Al netto della dimensione “tecnica”, è qui che iniziano le variabili politiche: la presidenza appare instradata verso la riconferma del sindaco di Imperia, ma la composizione delle liste promette più di una sorpresa.
Quattro anni fa Scajola vinse da candidato civico, federando sotto la propria ala le diverse anime del centrodestra – compresa quella dell’allora presidente di Regione Giovanni Toti – e ricucendo la frattura apertasi alle amministrative del 2018. Oggi però si ripresenta non più soltanto come “civico di sistema”: è rientrato ufficialmente in Forza Italia, con annuncio dal palco della kermesse di Telese Terme e benedizione degli organismi azzurri liguri e nazionali. Traduzione politica: la ricandidatura dovrà incrociare logiche di partito e un vero tavolo per definire la lista di sostegno. Un primo segnale arriva dal senatore Gianni Berrino (FdI), che ha salutato il rientro dell’ex ministro come un elemento che “rimette le caselle al loro posto” e, sulle provinciali, ha scandito: «Aspettiamo di capire quale linea vorrà dare Scajola alla sua ricandidatura e che si apra il tavolo dei partiti per definire la lista a sostegno».
Lo sguardo, inevitabilmente, scivola su Sanremo. Qui il sindaco Alessandro Mager ha rivendicato dall’inizio un profilo civico e la volontà di restare concentrato sulla città, guidando una coalizione trasversale che abbraccia anche segmenti del centrosinistra: in maggioranza siedono il dem Marco Cassini (assessore di riferimento Lucia Artusi) e Vittorio Toesca di Generazione Sanremo (l’area civica del vicesindaco Fulvio Fellegara si è strutturata in associazione). È un equilibrio delicato, che rende ogni scelta in chiave provinciale un test di tenuta. Nelle prossime due settimane la maggioranza Mager metterà sul tavolo il doppio binario di lavoro: evitare scosse a Palazzo Bellevue e insieme massimizzare il peso della Città dei fiori nel prossimo consiglio provinciale. Due gli scenari dati in crescita, più un terzo che si affaccia come variabile.
Il primo, ritenuto oggi il più probabile, prevede Mager candidato nella lista pro-Scajola, con la vicepresidenza come approdo naturale. Ipotesi concreta ma piena di contro-indicazioni: sul piano simbolico (“il sindaco di Sanremo sotto quello di Imperia”) e su quello dei dossier sensibili dove le due città non sempre corrono parallele, dalla sanità e la collocazione dei reparti ospedalieri, fino al trasporto pubblico locale. Soprattutto, una candidatura diretta del sindaco spingerebbe in tensione l’ala di centrosinistra della coalizione matuziana, che – in coerenza con la linea del neosegretario provinciale del Pd Pietro Mannoni – verrebbe interpellata e coinvolta in una lista alternativa al presidente uscente. In quel caso, i nomi naturali per Sanremo sarebbero proprio Toesca e Cassini.
La seconda strada esclude l’esposizione del primo cittadino: Mager si chiamerebbe fuori, indicando però un profilo di fiducia nella lista pro-Scajola. Per bilanciare i pesi interni, si ragiona perfino su un doppio canale: un candidato nella lista del presidente uscente e un secondo in una lista alternativa, puntando a spacchettare il voto ponderato e portare due eletti per Sanremo. Il conto diventerebbe ancora più interessante se le opposizioni di centrodestra in consiglio comunale decidessero di fare quadrato su un loro nome: in quel caso, gli eletti targati Sanremo potrebbero addirittura salire a tre.
E poi c’è lo scenario inaspettato: la lista indipendente dal motto “Per il Ponente”. Una lista Sanremo-centrica e rigorosamente civica, distinta sia dal “carro del presidente” sia dai partiti, con due/tre candidati della maggioranza Mager e una serie di altri sindaci senza etichette o bandiere specifiche. Una soluzione che non intaccherebbe la riconferma di Scajola ma massimizzerebbe la rappresentanza matuziana e offrirebbe una casa agli amministratori non allineati alle segreterie. Due esempi di possibili interlocutori? Fabio Perri, sindaco di Vallecrosia eletto in primavera con una piattaforma civica assai simile a quella sanremese. Oppure Fulvio Gazzola, sindaco di Dolceacqua, amministratore di lungo corso e figura sempre più legata alla Città dei fiori anche per la sua attività sul fronte degli eventi e per il ruolo di amministratore delegato di “Stazione 3.0”, la società costituita dall’imprenditore dell’energia Walter Lagorio per progettare la riqualificazione straordinaria di lungomare Calvino e dell’ex stazione ferroviaria.
Nel frattempo il Pd deve provare a federare gli amministratori disponibili a un’alternativa: l’obiettivo dichiarato è rientrare nel perimetro che conta, incidendo sulla geografia del consiglio provinciale più che sulla casella della presidenza, che appare blindata. Da qui al 28 novembre si giocherà una partita fatta di fili sottili: i vertici dei partiti attiveranno il tavolo per blindare la coalizione pro-Scajola mentre i civici cercheranno formule elastiche per non lacerare le loro maggioranze comunali. Così come i democratici proveranno a costruire un’offerta competitiva senza rinunciare al profilo unitario. È lì, nella geometria delle liste e nel peso ponderato degli eletti, più che nel nome del presidente, che si misureranno i rapporti di forza dell’Imperiese: l’ultimo test generale prima delle politiche 2027.
(In copertina, a sinistra il sindaco Mager. A destra Scajola al voto)












