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Porto vecchio, proposte dalle opposizioni: trasparenza, tecnici ai tavoli e nuovi servizi. Rispedite al mittente

Ieri il consiglio comunale monotematico andato in scena con gli indirizzi di modifica del progetto già approvati dalla giunta Mager

Sanremo. Ieri, nel lungo consiglio comunale monotematico sul Porto vecchio (senza particolari novità da segnalare), le minoranze hanno provato a spostare l’asse del dibattito presentando sei ordini del giorno, poi tutti respinti dalla maggioranza. A rompere gli indugi è stata Monica Rodà, per Sanremo Domani, con due proposte incentrate su metodo e partecipazione: la prima chiedeva un calendario annuale di sedute tematiche sulle grandi opere, Porto vecchio in testa, e un report bimestrale sullo stato di avanzamento con cronoprogrammi e riferimenti ai responsabile unico del procedimento da discutere in Seconda commissione; la seconda proponeva l’istituzione di una commissione tecnica consultiva, composta da profili qualificati in urbanistica, ingegneria portuale, architettura, economia turistica e ambiente, chiamata a monitorare l’evoluzione progettuale ed esprimere pareri non vincolanti ma qualificati con aggiornamenti cadenzati in commissione consiliare.

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con un accento preciso sul coinvolgimento degli operatori, è arrivato l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia (consiglieri Antonino Consiglio ed Elisa Balestra): via libera ai “tecnici di parte” indicati da associazioni, comitati e categorie, presenti ai tavoli sul Porto con diritto di parola e a spese dei proponenti, in affiancamento ai tecnici comunali, per rafforzare il perimetro di competenze durante i prossimi passaggi.

Più operativa la tripletta messa sul tavolo da Massimo Rossano (Andiamo!). Il consigliere ha chiesto il ripristino dei criteri di manovra previsti dalla normativa nelle aree occupate dalle associazioni sportive, per garantire sicurezza e funzionalità degli spazi. Ha poi sollecitato la previsione di un nuovo distributore di carburante dedicato al motopesca e al piccolo diporto, affiancato da una rete di servizio capace di rifornire direttamente gli yacht privati. Infine, ha proposto di destinare una porzione del compendio a servizi accessori alla nautica, con un’area di soccorso e uno spazio per la piccola cantieristica, così da sostenere l’operatività quotidiana del bacino e ampliare la filiera locale. Dopo una discussione serrata, la risposta della maggioranza è stata netta: tutti e sei i testi sono stati bocciati.