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Morti bianche, l’Imperiese è nero: insicurezza stradale e cadute le principali cause

Oggi ad Arma di Taggia la responsabile dell’Inail all’evento Anmil: «Il 21% degli infortuni avviene su strada»

Taggia. Si è svolta questa mattina, nella sala di Villa Boselli di Arma di Taggia, la cerimonia provinciale della 75ª Giornata nazionale per le vittime del lavoro promossa da Anmil. «Viviamo in una nazione che conta, solo nelle statistiche ufficiali, un morto sul lavoro ogni otto ore», il monito rilanciato dal presidente territoriale, Agostino Nicodemo, che ha chiesto «un cambio di passo concreto, per porre fine a una strage continua».

A rendere ancora più urgente l’appello di oggi sono le due morti che, nelle ultime settimane, hanno scosso il Ponente e che sono avvenute entrambe in cantieri pubblici. Il 29 agosto l’elettricista sanremese Massimiliano Bona, 55 anni, ha perso la vita precipitando dal tetto del municipio di Castelvittorio durante attività propedeutiche all’installazione di un impianto fotovoltaico. Sulla dinamica e sulle responsabilità la Procura di Imperia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo da infortunio sul lavoro. Lunedì scorso è morto a Ventimiglia l’operaio comunale Rocco Trimarchi (59 anni), rimasto schiacciato dopo il ribaltamento della ruspa in località Villatella. L’inchiesta conta tre indagati per atto dovuto, tra cui il sindaco della città di confine Flavio Di Muro.

Nel corso dell’incontro –  a cui hanno partecipato anche il viceprefetto aggiunto Antonio Pedante e la consigliera regionale Chiara Cerri -, ha preso la parola la responsabile Inail di Imperia, Giovanna Cannonero, che ha illustrato l’andamento più recente del fenomeno sul territorio. «Nel 2024 abbiamo registrato 2.175 denunce di infortunio sul lavoro, il 7% in meno rispetto al 2023. Il dato però si muove in direzione opposta per le malattie professionali – in aumento, trainate da ipoacusie, patologie muscolo-scheletriche e lesioni da causa lenta – che passano a 98 contro le 91 dell’anno precedente», ha spiegato. Cannonero ha sottolineato la sostanziale stabilità del numero dei datori di lavoro in provincia e un rischio elevato legato alla mobilità: «Il 21% degli infortuni è su strada: la sicurezza stradale va considerata parte integrante della sicurezza nei luoghi di lavoro». Particolarmente preoccupante il fronte dei casi mortali: «Nel 2024 gli infortuni con esito mortale crescono del 16,6% e nel 2025 la percentuale sarà ancora più alta: al 1° ottobre abbiamo già contato sette vittime, delle quali due a seguito di sinistro stradale e altrettante per caduta dall’alto».

Il quadro presentato stamani si inserisce in una tendenza che, tra gennaio e agosto 2025, vede in Liguria un calo delle denunce di infortunio totali (-3,9%) ma un aumento dei casi mortali (da 13 a 19). In provincia di Imperia, nello stesso periodo, gli infortuni complessivi sono invece cresciuti del 2,5% (da 1.456 a 1.492) e i morti denunciati sono saliti da 3 a 5 (gli ultimi due sono ancora in itinere). Ancora più marcata la crescita delle malattie professionali denunciate: Imperia nel 2024, che passa da 56 a 103 casi (+83,9%), mentre il dato regionale sale del 19,2% e quello nazionale dell’8,9%.

La manifestazione di Arma di Taggia si è svolta in parallelo al momento nazionale di Parma, nel solco di una ricorrenza – istituzionalizzata nel 1998 – che Anmil dedica alla memoria delle vittime e al sostegno delle famiglie, ma anche alla proposta di soluzioni concrete: dalla qualificazione degli appalti alla formazione continua, fino al contrasto al lavoro sommerso e alla piena tutela degli “invisibili” non assicurati. Un appello, quello lanciato oggi a Villa Boselli, perché la sicurezza torni ad essere una priorità quotidiana per imprese, istituzioni e lavoratori.

anmil inail imperia responsabile  Cannonero viceprefetto Pedante
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