Logo
Chiusura della frontiera di San Ludovico, Cgil “Assurdo e impensabile, penalizzati 6.000 frontalieri”

“Una decisione che rischia di isolare, anziché unire, territori che da sempre vivono e prosperano grazie alla collaborazione e alla mobilità reciproca”

Ventimiglia. La chiusura di mesi per della frontiera di San Ludovico per lavori continua a suscitare polemiche. Fanno sapere dallo Sportello Frontalieri della Cgil: “Essere penalizzati per quattro mesi da un’amministrazione che conosce perfettamente le problematiche dei circa 6.000 frontalieri che ogni giorno attraversano il confine per recarsi al lavoro è semplicemente assurdo e incomprensibile”.

Prosegue la nota stampa: “Una parte consistente di questi lavoratori utilizza mezzi propri, non per comodità, ma per necessità: garantire la propria presenza sul posto di lavoro, rispettare gli orari, mantenere un equilibrio familiare già messo a dura prova. Le autorità sono davvero consapevoli che le persone che così intendono penalizzare sono lavoratori onesti, che non solo guadagnano il proprio stipendio, ma contribuiscono in modo sostanziale al buon andamento dell’economia locale? Sono consapevoli che il tessuto commerciale e della ristorazione di Ventimiglia si regge anche sulla clientela proveniente da oltre confine? Chiudere totalmente per quattro mesi la frontiera di San Ludovico non è soltanto una misura di disagio logistico: è un danno sociale ed economico per l’intera città di Ventimiglia e per tutto il comprensorio”.

Aggiungono dalla sigla sindacale: “Una decisione che rischia di isolare, anziché unire, territori che da sempre vivono e prosperano grazie alla collaborazione e alla mobilità reciproca. Eppure, questa chiusura totale si sarebbe potuta evitare: con una pianificazione più attenta e condivisa, sarebbe stato possibile studiare soluzioni alternative, come chiusure parziali, fasce orarie o percorsi provvisori, capaci di conciliare la necessità dei lavori con il diritto alla mobilità dei cittadini e dei lavoratori frontalieri. Una gestione più intelligente e partecipata avrebbe potuto garantire sicurezza e progresso senza bloccare un intero territorio”.