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Borgo del Forte, le osservazioni sulla variante al Puc di Italia Nostra Ponente Ligure

«La Variante Borgo del Forte viene presentata nei documenti come un progetto di rigenerazione urbana, ma gli interventi previsti dicono altrimenti»

Ventimiglia. Sono state presentate in Regione Liguria le osservazioni di Italia Nostra Ponente Ligure (INPL) relative alla Variante al Pac (Piano urbanistico comunale) di Ventimiglia “Borgo del Forte e Borgo del Forte Campus” nel contesto della Valutazione Ambientale Strategica (Vas) attualmente in corso.

«La valutazione offerta da INPL si ispira alla missione statutaria di Italia Nostra che è la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione; e in più risponde ad un impegno specifico assunto in risposta alla storia del nostro territorio. Il programma costitutivo di INPL impegna a “Monitorare che siano preservate da nuove speculazioni e da ulteriore consumo di suolo le colline e le aree verdi rimaste integre….; e che i nuovi Piani Urbanistici Comunali concedano più spazio pubblico alle attività delle persone e al Verde invece che all’edificazione e al traffico”», dichiara il consiglio direttivo di Italia Nostra Ponente Ligure.

«Questi concetti – aggiunge – Sono in linea con i principi della Rigenerazione Urbana che sta trovando spazi importanti nella legislazione europea, nazionale, e regionale. La rigenerazione urbana enfatizza il recupero di spazi, aree, e infrastrutture in contrasto dichiarato con il consumo di suolo; con gli obiettivi di tutelare la sostenibilità ambientale e rendere le città più a misura d’uomo».

Le critiche. «La Variante Borgo del Forte viene presentata nei documenti come un progetto di rigenerazione urbana, ma gli interventi previsti dicono altrimenti – afferma Italia Nostra Ponente Ligure -. La Variante comporta oltre 10.000 mq di nuova edificazione netta rispetto alle previsioni del PUC vigente. Nel solo comparto del Waterfront, il progetto incrementa le superfici edificabili da 5.600 mq a circa 15.000 mq, trasferendo cubature dal Campasso Nervia ma introducendo nuove superfici edificabili per oltre 10.000 mq. Ne conseguirebbe al Waterfront la quasi totale perdita delle aree a vegetazione naturale, oggi stimate pari all’86% del suolo del distretto, che verrebbero ridotte al 18%. La sostituzione con verde pensile e arbustivo non potrà compensare l’irreversibile consumo di suolo e la perdita di alberi in piena terra, fondamentali per l’immagazzinamento della CO₂ oltre che per il suo utilizzo, e per la stabilità ecologica dei versanti».

E ancora. «Non solo. L’edificazione intensiva al Waterfront invaderebbe, distruggendolo, un anfiteatro naturale tutelato dal vincolo di “bellezza d’insieme” che costituisce uno dei paesaggi identitari della città: l’incontro unico tra il calanco naturale, i terrazzamenti agricoli, la vegetazione mediterranea e il mare. E ancora, poichè il Waterfront ricade all’interno di un corridoio ecologico regionale che è connessione per la fauna tra costa e aree collinari, l’edificazione massiva con i suoi sbancamenti e aumento del carico antropico metterebbe a rischio la biodiversità costiera. Con conseguenze non prevedibili, perchè la valutazione di incidenza ambientale è ad oggi basata sul monitoraggio fatto in un giorno di Febbraio, mentre dovrebbe invece servirsi di dati raccolti lungo le stagioni.
Oltre all’impatto geomorfologico, ambientale, paesaggistico, e sulla biodiversità, la realizzazione al Waterfront non solo di un Hotel ma anche di un complesso residenziale avrebbe la conseguenza di aumentare i flussi di traffico in una zona della città già messa a dura prova quotidiana dalla convergenza del traffico da 3 direzioni. I nuovi insediamenti potranno solo peggiorare la qualità dell’aria, il rumore, e la vivibilità della zona. Il Rapporto Ambientale non propone soluzioni efficaci».

Il testo integrale delle Osservazioni (PDF allegato ) riporta anche valutazioni in merito al Borgo del Forte Campus, e sottolinea come l’intero costrutto delle ricadute economiche della Variante, dell’attrattività della Scuola Internazionale, e della loro sostenibilità futura siano ipotesi in carenza di dati – conclude – Tutto questo non appare come un programma di rigenerazione urbana. Si tratta piuttosto di una grande operazione immobiliare che avrebbe un ingente impatto sulla città. INPL auspica che il Comune di Ventimiglia e la Regione Liguria vogliano investire tempo e risorse nell’assicurare un dibattito pubblico reale, fondato su dati completi e verificabili prima di assumere decisioni irreversibili per l’ambiente, il paesaggio, e la vivibilità della città oggi e in futuro».