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Il sindaco Mager: “Falso dire che il Comune abbia deciso di regalare o svendere il mercato”

Sanremo. Un dibattito acceso, a tratti teso, con molti operatori del mercato annonario visibilmente frustrati e preoccupati per il proprio futuro. È questo il clima che ha caratterizzato l’incontro convocato oggi nello stabile di piazza Eroi, in cui è emersa tutta la complessità di una situazione che, senza soluzioni chiare entro fine anno, potrebbe sfociare nell’uscita forzata di commercianti che da oltre trent’anni gestiscono i banchi al coperto.

Dopo un giro di sfogo, a cui hanno partecipato tutti gli esponenti delle categorie (Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato, oltre al capogruppo di FdI a Palazzo Bellevue Antonino Consiglio), a dare una spiegazione tecnica è stato l’assessore al Commercio, l’avvocato Lucia Artusi, che ha chiarito che il termine del 31 dicembre non sarà più uno spartiacque definitivo. “Il governo ha autorizzato i Comuni come il nostro alla proroga di un anno, ma a patto che si istruiscano i bandi”, ha precisato. Un passaggio cruciale, legato alla legge sulla concorrenza approvata dal governo Meloni nel gennaio 2024, che ha reso pienamente applicabile la direttiva Bolkestein anche ai mercati comunali. Di conseguenza, le concessioni dovranno essere riassegnate tramite gare ogni dieci anni.

“Non è una scelta discrezionale – ha aggiunto Artusi – ma un obbligo normativo. I criteri dei bandi dovranno essere stabiliti dal governo, ma al momento non sono ancora arrivati. L’Anci ci ha comunicato che dovrebbero essere pronti entro ottobre 2025. Come Sanremo, sono nella stessa situazione città come Milano, Verona, Pisa, Bari. È un paradosso: dobbiamo fare i bandi, ma non possiamo farli. Nel frattempo siamo stati autorizzati a prorogare”.

Nell’attesa delle linee guida nazionali, l’amministrazione ha deciso di modificare e ampliare il regolamento del mercato, con l’obiettivo di “dare nuovo slancio alla struttura”. Tra le principali novità: l’inclusione della possibilità di gestione tramite consorzio di concessionari, società comunale o il Comune stesso, nonché l’apertura dei bandi anche ai coltivatori diretti per i banchi commerciali, come già avviene a Bordighera. È prevista inoltre la possibilità di somministrazione di cibi e bevande, mentre i canoni d’affitto verranno aggiornati, restando comunque entro i parametri fissati dalla legge regionale. Il regolamento, ha spiegato l’assessore, “non è ancora stato approvato dal consiglio comunale perché vogliamo recepire i criteri governativi dei bandi una sola volta, evitando di tornare tre volte in aula. L’obiettivo è accelerare il percorso”.

Artusi ha anche annunciato una notizia colta con stupore e sollievo dagli operatori, che “il ministero ha autorizzato a prorogare di un anno la scadenza delle concessioni mercatali, a patto che il Comune istruisca le gare. Abbiamo incaricato un consulente esterno che partecipa ai lavori della commissione governativa sui criteri dei bandi. Non vogliamo sbagliare: ci sono 1.047 concessioni da rimettere a gara e non possiamo rischiare ricorsi che bloccherebbero il commercio cittadino”.

Le voci degli operatori: “Mercato deve restare pubblico”. Dal fronte degli operatori, Sergio Scibilia di Confesercenti ha espresso sollievo per la notizia della proroga, ma ha criticato la mancanza di attenzione verso chi lavora quotidianamente al mercato: “Ringrazio l’assessore: oggi abbiamo finalmente saputo che ci saranno le proroghe. Finora si parlava solo di bandi e privati. Prendiamo atto che l’assessore stesso ammette la latitanza dei suoi predecessori negli ultimi due anni. Ma vogliamo una sola certezza dal sindaco: che questo mercato resti pubblico. Dopodiché siamo pronti a discutere di tutto. La proposta del privato – Arimondo – è stata accettata o no?”.

Le dichiarazioni del sindaco: “Il mercato deve restare, ma ascoltiamo tutti”. Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Alessandro Mager ha cercato di riportare la discussione su un terreno più razionale, sottolineando che non esiste alcuna decisione presa né alcun accordo con privati. “Il Comune ha ricevuto soltanto quattro fogli dalla società Arimondo – ha spiegato – che non rappresentano un progetto ma un semplice promemoria. È falso dire che il Comune abbia deciso di regalare o svendere il mercato. Abbiamo solo ritenuto doveroso ascoltare una proposta, come qualunque amministrazione corretta deve fare”. Il primo cittadino ha assicurato che “il mercato annonario deve assolutamente rimanere pubblico”, e che ogni passo sarà compiuto “nel rispetto degli operatori e delle associazioni di categoria”. Ha poi aggiunto: “Ho chiesto ai proponenti di presentarsi a metà ottobre davanti a voi e alle associazioni per spiegare la loro idea. Non prenderemo nessuna decisione senza prima confrontarci con chi lavora ogni giorno al mercato. Se le associazioni diranno no, non se ne parlerà nemmeno”.

Infine, Mager ha concluso con un appello al dialogo: “Non rifiutatevi di ascoltare le proposte. Il mio dovere è mettere a confronto chi propone con chi rappresenta gli operatori. Non so se l’idea dei privati sia realizzabile o solo un sogno, ma il mio compito è garantire trasparenza e correttezza. Il mercato deve restare, ma non possiamo chiuderci: solo così potremo costruire un futuro stabile per tutti”.

La nota. Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti intervengono dopo l’incontro avvenuto oggi sul mercato annonario. Siamo soddisfatti dell’assemblea odierna in cui, in maniera diretta e con toni talvolta anche accesi, sono stati affrontati temi molto importanti per il presente ed il futuro del mercato annonario. In attesa di atti formali, soprattutto in merito all’annunciata proroga di un anno per le concessioni, ringraziamo il sindaco per la disponibilità ad ascoltare i suoi concittadini e per essersi preso a cura il destino degli operatori.

Ad oggi come associazioni di categoria non abbiamo ancora ricevuto alcun documento e non siamo stati informati su un progetto concreto. Attendiamo quindi l’invito, annunciato dal primo cittadino, per incontrare la società in questione, in modo da riportarne poi i contenuti ai nostri associati. Da parte nostra ribadiamo comunque in maniera ferma e netta la posizione già annunciata durante l’analisi del regolamento, in cui abbiamo espresso in maniera chiara e inamovibile che il mercato annonario debba rimanere pubblico.

Noi come associazioni continueremo a vigilare affinché queste realtà vengano tutelate. Precisiamo infine che il mercato annonario, oltre ad avere una funzione sociale, rappresenta un volano turistico e commerciale non solo per la struttura stessa, ma anche per le attività esterne, come testimoniato dall’interesse di tutti gli esercenti che hanno partecipato all’incontro odierno”.