Ventimiglia, vigili del fuoco spengono l’incendio durante la sparatoria tra stranieri
Una situazione divenuta insostenibile che mette a repentaglio la vita dei soccorritori
Ventimiglia. E’ sempre più critica la situazione alle Gianchette di Ventimiglia, dove ogni giorno ormai i vigili del fuoco sono costretti ad intervenire per gli incendi dolosi appiccati da stranieri che vivono nell’accampamento abusivo creato sul greto del fiume Roja.
Etnie diverse, presenza di pusher e passeur hanno reso l’area tra il ponte ferroviario e il cimitero di Roverino terra di nessuno. E’ ormai chiaro che all’interno dell’accampamento, tra migranti che pagano per dormire una notte in tenda in mezzo a topi e piccioni, sia scoppiata una guerriglia tra gruppi rivali che vogliono sovrastarsi a vicenda, probabilmente per restare a capo della rete di spaccio e del controllo dei traffici di esseri umani.
L’episodio più cruento si è verificato nella notte tra sabato e domenica. Allarmati dalle fiamme e dal rumore di spari, alcuni residenti hanno chiamato i soccorsi. I primi ad arrivare sono stati i vigili del fuoco che, probabilmente non sapendo nulla della sparatoria in corso, sono andati a spegnere il rogo, rischiando a loro volta di rimanere feriti, o peggio, uccisi, dai colpi di arma da fuoco.
Nel frattempo, sul posto sono arrivati gli agenti del commissariato ventimigliese e i carabinieri, con addosso i giubbotti antiproiettili. Solo a quel punto ci si è resi conto che non si trattava del solito incendio di sterpaglie e cumuli di stracci.
Bisognerà attendere la tarda mattinata di domenica per scoprire i due feriti della sparatoria: entrambi tunisini, di 30 e 18 anni. Mentre il primo è stato ferito di striscio da un proiettile, il secondo ha riportato un grave trauma ad una coscia per il quale è stato ricoverato all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Non è ancora chiaro se i due si siano sparati a vicenda o se ci sia una terza persona che ha fatto fuoco. Una cosa certa, però, c’è: ed è il pericolo corso dai pompieri che, come sempre, erano intervenuti per mettere in sicurezza quell’area, ormai diventata una polveriera.


