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Ventimiglia, la casa della Spes per le persone con disabilità: «Qui sono autonome»

29 settembre 2025 | 14:39
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Matteo Lupi: «Dalla solitudine a un progetto di vita insieme che rende il quotidiano più facile»

Ventimiglia. Si chiamano Pierangela, Riccardo, Andrea e Mouhcine i primi quattro abitanti del “Terzo Sorriso“: l’alloggio di co-housing al terzo piano della residenza “Il Sorriso“, di proprietà comunale e gestita dalla Spes in frazione Varase a Ventimiglia.

Oggi, alla presenza di autorità civili e militari, è stato formalmente inaugurato il grande e luminoso appartamento, dove i tre ragazzi e la donna hanno stanze e bagni separati, ma condividono cucina e salotto, potendo così sviluppare una vita in autonomia, tra lavoro e casa, per poi trascorrere insieme alcuni momenti della giornata, come la colazione.

L’appartamento si trova al terzo piano della struttura, l’ex scuola elementare di Varase, che ai primi due piani ospita, dal 2006, persone con disabilità più grave, che non possono affrontare un progetto di autonomia. Tutti insieme, comunque, ragazzi e ragazze, accompagnati dai loro educatori e affiancati dai genitori, formano un’unica grande famiglia.

«E’ stato un percorso bellissimo – ha spiegato Matteo Lupi, presidente della Spes – Perché ha coinvolto tutta la rete dei servizi, delle famiglie e anche degli operatori Spes nella costruzione di un percorso che consentisse, attualmente a 4 persone con disabilità, ma nel futuro arriveremo a dodici, di vivere la propria casa, la propria dimensione abitativa in pieno coinvolgimento di un progetto educativo». Per arrivare al co-housing, servizi sociali, Asl 1, Spes e cooperativa Jobel hanno lavorato fianco a fianco per diversi mesi.

«Dalla solitudine a un progetto di vita autonoma, ma di comunità, che rende sicuramente il quotidiano più facile», sottolinea Lupi. I quattro residenti devono occuparsi delle pulizia delle loro stanze e dei luoghi in comune, si occupano di fare la spesa e di cucinare i propri pasti. Nel pomeriggio è presente un educatore, che li coinvolge in diverse attività, mentre la sera un secondo educatore vigila su di loro, in caso di necessità.

«E’ una realtà questa che dimostra come l’integrazione, la collaborazione sono necessarie per realizzare progetti come questo e possono fare veramente delle opere d’arte – ha detto il direttore generale di Asl1 Maria Elena Galbusera, sottolineando l’importanza del lavoro in sinergia dei vari enti coinvolti -. Ognuno nel proprio posto, nel proprio ruolo, deve fare la propria parte, perché progetti come questo possano moltiplicarsi, visto che questo è il primo esempio».

«La parte politica deve ascoltare noi tecnici, deve fidarsi, perché noi abbiamo capacità e competenze che possono portare a un prodotto come questo – ha dichiarato il dottor Fabrizio Polverini, direttore socio sanitario di Asl1 -. Qui non si parla di persone diversamente abili, ma di persone che hanno delle problematiche, ma hanno un grosso contributo da dare».

Al taglio del nastro era presente l’assessore al Sociale di Ventimiglia, Milena Raco, che ha annunciato di volersi impegnare per contribuirei ad ampliare i servizi per le persone con disabilità. Presenti anche i sindaci di Soldano, Antonio Fimmanò, e San Biagio della Cima, Simone Rotolo.