Logo
Pd Imperia, definiti i delegati per il congresso: partito spaccato e senza un candidato unitario

Dietro le quinte il consigliere regionale Ioculano deve fare i conti con una maggioranza risicata e cerca la sponda dei “bracchiani”. Ruolo attivo per l’ex segretario Quesada

Imperia. Lo schema dei delegati che eleggeranno la nuova segreteria del Partito Democratico di Imperia, dopo il passo indietro dell’ex segretario Cristian Quesada, è ormai definito. Con l’accettazione di Quesada dell’incarico di vicesindaco nella giunta guidata da Fabio Perri a Vallecrosia, l’ex guida dei Dem, che ha saputo tenere compatto il partito per oltre 4 anni, vede ora dietro di se un consesso provinciale che si presenta più frammentato che mai. A condurre questa delicata fase è la presidente Rosanna Brun. L’attuale reggente dell’assemblea provinciale, nonostante i tentativi di riconciliazione delle varie anime, pare non avere nessuna presa sui protagonisti in campo, relegandosi a un ruolo da notaio.

Il nuovo assetto congressuale conta in totale 70 delegati, con una distribuzione territoriale che racconta molto degli equilibri interni. Nel Ponente ligure, da Ventimiglia a Ospedaletti, i delegati passano dai 22 del 2021 ai 24 attuali. La zona Sanremo-Taggia segna invece un piccolo calo, scendendo da 22 a 20 delegati. L’Imperiese, invece, cresce e passa da 19 a 21 delegati. Ma il vero nodo non è nei numeri, bensì nella frammentazione politica. A Imperia il gruppo consiliare è spaccato in due: da un lato i fedeli al consigliere Edoardo Verda, ex candidato alle regionali e secondo nelle preferenze dietro Enrico Ioculano, dall’altro i cosiddetti “Bracchiani”, la corrente più battagliera e nettamente schierata contro lo Scajola sistem, capeggiata dall’ex candidato sindaco Ivan Bracco. Una spaccatura che si riflette anche dentro la mozione nazionale Schlein, divisa nel capoluogo proprio tra verdiani e bracchiani, mentre Ioculano continua a rappresentare l’area Bonaccini, la stessa in cui era collocato Quesada.

A Sanremo la situazione non è meno complicata. La segretaria del circolo cittadino, Francesca Antonelli, è vicina alla linea dei bracchiani, mentre l’assessore Lucia Artusi e il capogruppo a Palazzo Bellevue, Marco Cassini, non è ancora chiaro da che parte propenderanno e se avranno un ruolo. Il Ponente, tradizionalmente compatto, oggi vive la frattura più profonda. La rottura tra Ioculano e Quesada, consumata durante le regionali e acuita dall’ingresso di quest’ultimo nella giunta Perri, ha indebolito il fronte occidentale. Per questo Ioculano guarda ora alla sponda bracchiana, nella speranza di convergere su un candidato in grado di chiudere la partita interna e mettere all’angolo i verdiani, vicini al funzionario regionale Marco Bagnasco. In questo scenario prende corpo l’ipotesi di una candidatura di Francesca Antonelli: giovane, donna, sanremese e baricentrica, con l’ambizione di incarnare il volto nuovo del Pd provinciale.

Resta però il peso della vecchia guardia, in particolare quella legata all’ex assessore regionale Giovanni Barbagallo, vicino a Quesada. L’ex segretario, molto concentrato nel nuovo ruolo di vicesindaco, sembra apparentemente distaccato, anche se c’è chi dice essere molto operativo in giro per la provincia per giocare anche una partita in proprio. Non sono esclusi colpi di scena e grandi ritorni. Come quello dell’ex senatrice Donatella Albano. Si vocifera del suo rinnovato attivismo, e l’ipotesi che possa diventare la futura segretaria è forse lontana ma non così remota. Lo schema racconta dunque di un partito diviso in correnti e aree territoriali che faticano a trovare un’intesa. Il congresso che si aprirà a metà ottobre rischia di essere il più incerto della storia recente del Pd imperiese. C’è tempo fino al 16 settembre per raccogliere le iscrizioni. Il 26 del mese devono essere depositate liste e candidature.