Sanremo, la versione degli arrestati: «Abbiamo picchiato dopo essere stati aggrediti»
Gli avvocati della difesa chiedono i domiciliari, ora si attende la decisione del gip
Sanremo. Hanno parlato, i tre giovani che hanno pestato a sangue un 21enne disabile nella notte tra sabato e domenica scorsi a Sanremo. Davanti al gip del tribunale di Imperia Anna Bonsignorio e al pm Benedetta Franceschi, Florian Adam Faudel Zeghdar (20 anni), Yassine Oulhint (19 anni) e Zinedine Calderone (21 anni), hanno raccontato la propria versione: «Yassine era stato aggredito, siamo usciti dal locale e abbiamo cercato il gruppo che lo aveva picchiato». Poi se la sono presa con l’unico che, per motivi fisici, non era riuscito a scappare: Matteo, finito in ospedale dove i medici gli hanno riscontrato lesioni guaribili in quarantacinque giorni.
Ed è proprio con l’accusa di lesioni gravissime, aggravate dall’azione di gruppo e dai futili motivi, che i tre, assistiti dagli avvocati Katia La Corte e Vincenzo Icardi del Foro di Imperia, sono finiti in carcere dopo l’arresto della polizia, intervenuta nel cuore di Sanremo.
Una versione tutta da verificare, quella dei tre indagati: tutti di origine nordafricana ma nati e residenti a Monaco (Zeghdar e Oulhint) e in Francia (Calderone). Come sottolineato dall’avvocato La Corte, in particolare, sul volto di Yassine ci sarebbero i segni di alcuni colpi. I pugni che, secondo i giovani fermati dalla polizia, sarebbero stati sferrati dal gruppo del 21enne ferito.
Al termine dell’udienza di convalida, gli avvocati della difesa hanno chiesto per i loro assistiti gli arresti domiciliari a Mentone, in una abitazione di proprietà della famiglia di uno dei tre. Il pm, invece, ha chiesto al gip la misura più grave: quella del carcere. A decidere sarà il giudice per le indagini preliminari, che si è riservato per pronunciarsi nel pomeriggio.
Gli screzi, secondo quanto raccontato, sarebbero iniziati nei pressi di un locale notturno del centro cittadino, dove si trovavano i due gruppi di giovani. Il pestaggio del 21enne, violentissimo, è avvenuto in via Gioberti. Da qui i tre arrestati si sono allontanati soltanto dopo aver lasciato a terra, esanime, la loro vittima. “Va bene ragazzi, è morto”, hanno detto, prima di lasciarlo solo sdraiato nel suo sangue.


