Logo
Sanremo, 21enne disabile pestato a sangue: il branco dal giudice

Fissata per domani alle 11 l’udienza di convalida degli arresti effettuati dalla polizia

Sanremo. Si terrà domani alle ore 11, davanti al giudice per le indagini preliminari Anna Bonsignorio del tribunale di Imperia, l’udienza di convalida degli arresti dei tre giovani fermati sabato notte dalla polizia di Stato subito dopo il pestaggio di un 21enne disabile in via Gioberti. In carcere a Valle Armea si trovano F.A.F.Z, 19 anni, Y.O., 18 anni, entrambi nati e residenti a Monaco, e Z.C., 20 anni, nato in Francia ma anch’egli residente nel Principato. Difesi ciascuno da un avvocato d’ufficio, compariranno davanti al gip per chiarire la loro posizione. Del quarto giovane che ha partecipato all’aggressione non si hanno invece notizie certe.

Dalle prime informazioni raccolte dai difensori, i tre arrestati si sarebbero mostrati come se non avessero ben chiara la gravità del loro gesto. Si tratta di ragazzi che vivono e lavorano a Monaco, residenti con le loro famiglie, descritte come “gente comune”. Nessun consumo di alcol o stupefacenti: la loro violenza, secondo quanto emerso, non sarebbe stata frutto di alterazioni psicofisiche, ma di una precisa volontà di “divertirsi” infliggendo dolore, con modalità che hanno richiamato agli inquirenti una scena da Arancia Meccanica. Al culmine della furia, un video, che fa parte delle numerose prove a carico degli indagati, li mostra mentre fotografano la vittima, accertandosi che sia priva di vita.

Intanto, la vicenda continua a scuotere l’opinione pubblica. Dopo la lettera della madre della vittima, che ha chiesto al sindaco di Sanremo maggiori misure di sicurezza e una presenza più forte delle forze dell’ordine, è arrivata la risposta del primo cittadino Alessandro Mager. «Occorre un intervento tempestivo delle istituzioni preposte», ha dichiarato, assicurando l’impegno del Comune a rafforzare la sicurezza urbana e a collaborare con le autorità competenti. La giovane vittima è stata dimessa domenica sera dall’ospedale con una prognosi di 45 giorni: frattura della mandibola, lesione a un nervo della gamba e numerosi traumi al volto. La madre, stamattina, ha ribadito che non si è trattato di un semplice agguato, ma di un «tentato omicidio» e ha espresso la speranza che il figlio possa tornare a camminare come prima dell’aggressione. Le accuse mosse dal sostituto procurato Benedetta Franceschi sono di lesioni gravissime aggravate dal concorso di più persone e dai futili motivi.