Pestaggio del 21enne, il racconto dell’amico. La madre scrive al sindaco: «Sanremo accogliente ma insicura»
La donna chiede di rivalutare le accuse: «Non è stata un’aggressione, è stato un tentato omicidio»
Sanremo. Nuove testimonianze emergono dopo la brutale e ingiustificata aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica a Sanremo in via Gioberti, quando un giovane turista cuneese di 21 anni è stato picchiato selvaggiamente da un gruppo di quattro giovani magrebini residenti a Monaco.
Uno dei due amici che era con la vittima ha voluto chiarire la dinamica, replicando alle ricostruzioni secondo cui i compagni di serata sarebbero fuggiti lasciandolo indietro: «Non è vero che lo abbiamo abbandonato – spiega –. Stavamo correndo tutti e tre insieme. Poi, nel caos del momento, ci siamo separati involontariamente. Arrivato al sicuro in via Roma, ho cercato di fermare una volante della polizia, a cui ho raccontato quello che stava succedendo. Solo dopo, tornando indietro alla ricerca del nostro amico, abbiamo scoperto la gravità di quanto era accaduto». Intanto, ieri sera la madre della vittima, ha inviato una lettera al sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, per chiedere maggiore sicurezza in città: «Mio figlio – scrive – è affetto da una disabilità motoria a causa di una paralisi parziale, ma conduce una vita autonoma come qualsiasi giovane. Quella notte non è riuscito a fuggire e per questo è stato raggiunto e massacrato. Non è una colpa che può ricadere sugli amici, perché è comprensibile il loro comportamento. Molto meno quello di chi ha assistito alla scena e non ha mosso un dito». La donna definisce l’aggressione «non solo un fatto gravissimo di cronaca, ma il sintomo di un problema di sicurezza cittadina che colpisce soprattutto le persone più fragili». Nella sua lettera al primo cittadino chiede di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine, potenziare la videosorveglianza, organizzare incontri pubblici e coinvolgere le associazioni che si occupano di disabilità. Quasi tutte richieste che appena la scorsa settimana il sindaco Mager aveva portato sul tavolo del nuovo prefetto di Imperia, Antonio Giaccari, da poco insediato e che gli ha garantito massima attenzione.
«Sanremo è una città accogliente – scrive ancora – ma non può e non deve diventare un luogo dove giovani inermi vengono aggrediti impunemente. Mio figlio rappresenta tutti quei ragazzi che vivono con una difficoltà fisica e che chiedono solo rispetto, sicurezza e libertà». La donna ha poi precisato che il figlio non zoppicava, ma solo aveva un movimento rallentato dovuto a un handicap: «Ora, dopo i colpi ricevuti alla gamba già lesa, la sua condizione è peggiorata. Spero torni a camminare come prima. Data la violenza subita, documentata dalle immagini, l’accusa deve cambiare: non è stata un’aggressione, è stato un tentato omicidio».







