Niente disordini dopo la rivolta del 25 luglio, ma il carcere di Sanremo è il più critico della Liguria
Oggi sopralluogo di sindacati di polizia ed Enrico Zucca, procuratore capo di Genova
Sanremo. «Abbiamo preso l’impegno di portare continuità a questo istituto, dopo quello che è successo lo scorso 25 luglio. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno dimostrato di saper fare il proprio mestiere e di tenere in sicurezza un istituto che fino al 25 luglio è stata una vera e propria bolgia. Da quella data infatti non si sono più verificati eventi critici». Parla così Fabio Pagani, segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria, dopo la visita, durata quasi 5 ore, di stamane nella Casa Circondariale di Sanremo, insieme al procuratore generale di Genova, Enrico Zucca ed a esponenti di altre sigle sindacali: Osap, Uil, Sinappe, Uspp.
Il riferimento alla data del 25 luglio cita la rivolta carceraria andata in scena quel giorno nel penitenziario di Valle Armea, quando otto agenti della penitenziaria rimasero feriti negli scontri con i detenuti. Ma da quel giorno, anche grazie all’arrivo di un nuovo comandante dal carcere di Cuneo, il primo dirigente Daniele Cutugno. la situazione sembra essere radicalmente cambiata. Cutugno, che dopo il suo intervento è stato sostituito, avrebbe semplicemente fatto applicare le regole in modo più rigoroso: 30 trasferimenti di rinchiusi facinorosi, imposizione dell’isolamento a chi lo merita, detenuti che possono telefonare solo negli orari prestabiliti, rispetto stringente dell’orario di chiusura delle celle, solo per fare qualche esempio.
La situazione del carcere di Sanremo, sempre secondo Pagani, rimane la più critica degli istituti di pena liguri, soprattutto per quanto riguarda la carenza di personale ed il sovraffollamento. Su 185 agenti previsti, sulla carta ce ne sono 162, ai quali vanno sottratti ulteriori 30 poliziotti che si sono sospesi per motivi di salute, psichica e fisica, soprattutto per l’ansia indotta dalla situazione che si era creata all’interno del carcere, con aggressioni e disordini all’ordine del giorno. I detenuti sono 260, su una capienza prevista di 223.

