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Mercato annonario, la proposta Arimondo arriva sul tavolo del sindaco

Ipotesi Eurospin remota, Amministrazione verso le gare. Sì alla somministrazione di cibi e bevande sul modello orientale di Genova

Sanremo. È stato fissato per domani a Palazzo Bellevue il primo incontro ufficiale tra i vertici del gruppo Arimondo e il Comune di Sanremo per discutere la manifestazione d’interesse depositata dall’azienda a fine agosto per la gestione futura del mercato annonario di piazza Eroi. A sedere attorno al tavolo con il sindaco Alessandro Mager ci saranno anche l’assessore alle Attività produttive Lucia Artusi e quello al Patrimonio Enza Dedali, chiamate a guidare una delle partite amministrative più delicate e complesse dell’ultimo decennio, per certi versi paragonabile all’epopea delle concessioni balneari.

La proposta, ancora tutta da decifrare nei dettagli, ruota attorno a una concessione pluriennale dell’intera struttura dell’annonario, le cui concessioni per box e banchi scadranno alla fine dell’anno in virtù della direttiva europea Bolkestein – recepita dal governo Meloni anche per il settore mercatale – dopo circa trent’anni di immobilismo normativo. Un passaggio che impone al Comune di redigere un nuovo bando di gara, e che apre scenari inediti per la storica struttura situata all’ingresso della città vecchia.

Nel piano – che ha già suscitato reazioni, tra cui quella netta del consigliere di maggioranza Umberto Bellini che ha criticato l’ipotesi – Arimondo punterebbe a trasferire il proprio punto vendita di via San Francesco a marchio Eurospin, attualmente l’unico non di proprietà del gruppo, all’interno dell’annonario. Il progetto prevede una riconversione parziale della struttura in area commerciale, mantenendo solo una parte dei banchi storici in una nuova configurazione interna e realizzando un parcheggio interrato. Una strategia che consentirebbe all’azienda di consolidare la propria presenza nel cuore della città, affiancando l’altro punto vendita Pam già operativo all’incrocio tra via Canessa e via San Francesco, sorto al posto di una banca.

Stando a quanto si apprende, la manifestazione d’interesse così come formulata finora non fornisce elementi sufficienti per una valutazione definitiva. La giunta Mager ha quindi ritenuto necessario convocare il gruppo della grande distribuzione alimentare per ottenere chiarimenti dettagliati e comprendere la reale portata dell’operazione, che – se accolta – trasformerebbe radicalmente l’assetto gestionale del mercato, aprendo la strada a una forma di project financing a iniziativa privata. Nel frattempo, il settore Attività produttive si sta già muovendo per preparare i bandi pubblici relativi al rinnovo delle concessioni: un incarico esterno è stato affidato a un esperto in materia per dipanare una matassa tecnica e normativa che si preannuncia intricata quanto quella delle concessioni balneari. I criteri imposti dalla legge nazionale per l’applicazione della Bolkestein sono cinque ma i decreti attuativi che li dovrebbero definire non sono ancora stati emanati e, quindi, le amministrazioni si trovano in una situazione di stallo determinata dalla inattività del governo. Uno scenario di incertezza che riguarda tutti i grandi comuni italiani, da Verona a Firenze, fino a Milano.

Non da ultimo, l’Amministrazione sanremese sta valutando di portare avanti una nuova visione del mercato: la possibile apertura alla somministrazione di cibo e bevande – finora esclusa – potrebbe trasformare lo spazio in un moderno mercato gastronomico, ispirato all’esperienza di rinnovamento vissuta dal mercato orientale di Genova, che però è gestito da un consorzio formato dai concessionari: opzione che è stata rappresentata alle associazioni di categoria come possibile strategia per preservare gli attuali operatori. Un’idea che si scontra, almeno in parte, con la proposta Arimondo, e che rende il confronto dei prossimi giorni decisivo per il futuro dell’annonario. Nel caso in cui la proposta venisse respinta, il gruppo Arimondo ha già lasciato intendere che riorienterebbe i propri investimenti sull’area ex Sati alla Foce – da loro acquisita nei mesi scorsi all’asta giudiziaria –, riportando in auge il piano originario: un nuovo supermercato da collocarsi tra la Coop di corso Matuzia e il Lidl di corso Marconi. La palla, ora, passa al Comune.